Riflessione sul Vegetarianesimo (ma anche sulla Legge del Sacrificio e sul senso profondo dell’esistenza)

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Sacrifice_Pothos_Painter_Louvre_G496Sollecitato più volte, provo a fare qualche riflessione riguardo alla questione del Vegetarianesimo (e,  prendendo spunto da essa, anche su questioni un tantino più profonde, come la Legge del Sacrificio che pervade ogni aspetto di questa realtà) e persino sul senso dell’esistenza dell’uomo in questo mondo.

Personalmente, conosco molti  vegetariani e questo non mi crea problemi, almeno nella misura in cui tale atteggiamento non sfocia in un fanatismo sentimentali stico e aggressivo. Del resto, si può essere vegetariani per vari motivi. Anche i monaci cristiano-ortodossi, mi dicono, lo sono (ma dietro tale scelta non c’è alcuna motivazione “emotiva”, ma una ragione “tecnica”: certi cibi, la carne su tutti, hanno effetti “sottili” che possono ostacolare un certo cammino di contemplazione). Trovo invece discutibile e un po’ stucchevole il moralismo che punta l’indice contro “l’assassinio” degli animali e il fatto che essi vengano “sacrificati” per il nostro piacere. Ecco: in questi casi, credo che bisogna chiarire alcuni termini della questione.

Caro Vegetariano,

fermo restando che non andrebbe mai inflitta una sofferenza immotivata a qualsivoglia essere, qui secondo me ti sfugge un aspetto della Realtà in quanto tale. Ci piaccia o meno, infatti, esistere vuol dire già di per se immolare altri esseri al sacrificio.

Ultima cenaLa realtà stessa di questo mondo è dominata dall’occulta Legge del Sacrificio, che si traduce necessariamente in una forma di “violenza” e nell’immancabile “sofferenza” che essa provoca.

Nascere vuol dire infliggere sofferenza e dolore a nostra madre e immolare il suo sangue; coltivare una pianta e poi estirparla dal terreno è già un atto di “violenza”; camminare vuol dire calpestare e colpire la terra; consumare qualsiasi cosa vuol dire, già di per se, sottrarla ad un altro essere.

Ogni atto che compiamo in questo mondo proietta dietro di se un’ombra.

Chi mai ha pensato, portando all’altare la propria moglie, che in quel momento, forse, sta letteralmente “spezzando il cuore” (sta conducendo al sacrificio) altri uomini che vorrebbero stare al proprio posto e che quella stessa donna desiderano e forse amano esattamente come lui?

Ed elevandoci ad un piano superiore: forse che il Cristo all’atto di andare in croce non è cosciente di sacrificare, oltre che se stesso, anche le anime di coloro che umanamente lo amano, quelle dei suoi discepoli sgomenti, dei suoi fedeli scandalizzati, di sua madre piangente?

Questo avviene necessariamente perché il mondo in cui viviamo –la dimensione temporale dominata dal tempo, dalle nascite e dalle morti- NON è il Paradiso, ma tutt’al più  solo una sua ombra fugace. Nella dimensione edenica e paradisiaca, gli esseri manifestano ed espandono la loro natura in tutte le sue modalità e in armonia perfetta con gli altri esseri (essendo ogni essere nient’altro che una manifestazione particolare dell’Uno), ma in questo mondo della “divisione” e del polemos, del divenire e del conflitto permanente, questo non può avvenire.

Le immagini dell’orca che fa a pezzi un cucciolo di foca, del lupo che divora l’agnellino indifeso, potranno anche apparire crudeli ai nostri occhi, ma rispondono in realtà ad una spinta necessaria che ha lo scopo di innalzare gli esseri per ricondurli al loro Principio.

“La creazione geme” scrive San Paolo, perché ogni aspetto di questo mondo (o meglio, di questo piano della realtà) implica combattimento e sacrificio; e tutti i sacrifici –letteralmente il “diventare sacro”- hanno come scopo di riportare all’Uno ciò che qui appare “sparso”.

Questo non deve “scandalizzare” e non deve confondere.

Come i chicchi dell’uva devono essere schiacciati e spremuti per dare vita ad un buon vino, così è degli esseri che popolano il mondo.

Olocausto biblicoPer l’uomo, che è Immagine divina, questo può avvenire direttamente, conformandosi ad una Legge Sacra e così giungendo alla salvezza e poi alla realizzazione spirituale; per gli altri esseri, al contrario, esso avviene attraverso il passaggio ad altri stati dell’essere o attraverso la partecipazione e la vicinanza all’uomo (credete forse che solo “per caso”, molti animali ricerchino la vicinanza di uomini santi, come dimostrano innumerevoli aneddoti riguardo alla vita di San Francesco, Sant’Antonio o San Serafino di Sarov?).

Il ruolo dell’uomo, da questo punto di vista, dovrebbe  essere (purtroppo non sempre lo è!) proprio quello di “riunire in se”, come Immagine di Dio, ogni aspetto della creazione: diventare pontifex, riportare il creato al suo Principio.

Non è forse questa, tra l’altro, l’occulta ragione dei sacrifici di sangue che tutte le Tradizioni antiche celebravano?

Ma per compiere tale gesto –che è poi il Sacrificio Supremo- l’uomo dev’essere davvero Immagine del Creatore e cioè santo.

“Tutta la creazione attende la rivelazione dei figli di Dio” scrive sempre San Paolo.

Un sapiente sacerdote, mi disse una volta:

“all’atto della resurrezione del santo, risorgono con lui anche gli esseri di cui si è nutrito”.

Cosa vi ispira questa immagine? Vi fa cogliere un certo aspetto “sottile” della realtà, indipendentemente dal fatto che la vogliate intendere in senso letterale o come “metafora” o come simbolo?

Pertanto, caro vegetariano e anche voi cari carnivori,

il vero nocciolo della questione non sta tanto nel consumare bistecche o tofu, kebab o riso in bianco. Come mi disse tempo fa uncaro e sapiente fratello, la vera domanda da porsi dovrebbe essere:

“tu che stai mangiando costolette d’agnello o pane di segale: cosa stai facendo affinché questi sacrifici che compi nutrendoti non siano vani? La tua vita è abbastanza umana (e di riflesso santa e divina) da meritare questo sacrificio?.

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6 commenti

  1. Nascere vuol dire dare sofferenza a nostra madre ?! È vero , che oggi tutte le donne onnivoro intossicati provano dolori forti , poiché come asserisce a ragione ,Pitagora,il padre di tutta la filosofia , matematica , medicina ecc. Siamo intossicati dai cibi morti in genere che ci rendono più aggressivi e sofferenti ! Nel paradiso terrestre esistono solo frutti a dimostrazione che gli esseri umani sono frugivori. . Heret Arnold è davvero esaustivo sull argomento ! Non si può prendere come unico riferimento filosofia – religione perché è ovviamente un pensiero e di pensieri c’è ne sono migliaia diversi ! !
    Dovremmo attenerci a dati di fatto scientifici , non credi Gianluca ?
    Su una cosa ti do ragione , molti vegetariani effettivamente sono poco tolleranti con chi è onnivoro ! Ma tu che faresti se sapessi che si stanno mangiando il tuo cane o il tuo gatto ? Continueresti a chiacchierare nel tuo salotto di filosofia da strapazzo come se niente fosse ?! Sono scelte .. sarei curiosa di vedere i seguaci di questi argomenti ormai superati ..

  2. Ciao ho letto il tuo post devo dire che non sottoforma religiosa perché per me non dovrebbero esistere religioni di nessuna specie mentre l’uomo dovrebbe ritrovare sé stesso , ritrovando cos’ chi è veramente, da dove viene e dove deve tornare (che è poi l’assoluto e parte dell’assoluto), per quanto riguarda il vegetariano o vegano ultimamente ho riflettuto a lungo e sono giunta alla conclusione che è la matrice che sta rendendo l’uomo schiavo a portare la nuova filosofia. Deve far partire la nuova umanità essendo transumanisti devono arrivare al punto che l’uomo non sappia più chi sia, non abbia una cultura certa, non sappia nemmeno il suo sesso di appartenenza e si accoppi solo per mero bisogno fisico, non avrà sentimenti così potrà essere il pezzo di ricambio dei potenti, dovrà cibarsi solo dalle fabbriche dei potenti e poiché non sono in grado di manipolare materialmente la carne spingono a nutrirsi dell’unico cibo che possono produrre le multinazionali. Insomma sarà un mondo dove l’uomo non esisterà più sarà solo un manichino sotto programma. Interessante ciò che scrivi ma ripeto lascio perdere la religione in quanto figlia di coloro che dominano la Terra dagli albori.

  3. Madonna che commenti di risposta: dal mondo della doxa con furore. Affrontare discorsi Tradizionali senza conoscere la Tradizione (la “T” maiuscola non è un caso ma sta ad indicare un nome proprio di una corrente di pensiero perenne)vuol dire di fatto non essere in grado di capire molto di ciò che viene detto, soprattutto sfugge lo spirito con cui viene detto.

  4. D’accordo. pratico una dieta vegetariano/macrobiotica da 45 anni principalmente per ragioni salutisticheed etiche o ecologiche, non sono interessato ai motivi “etici” di moda oggi sotto il nome di Vegan. personalmente evito i latticini, mangio un poco di pesce, potrei molto occasionalmente o quasi mai, assaggiare anche piccole dosi di carni se stimolato da curiosità scientifica, gola o anche per non offendere l’ospite (mi pare che Gesù stesso dicesse qualcosa di analogo nei Vangeli…). Essendo studioso di medicine assai più profonde anche se meno scientifiche,posso tranquillamente affermare che la dieta ha un’influenza sulla psiche e il c.d. “animo” come del resto lo hanno il caffè, la droga legale o meno, l’alcol eccetera. In particolare le carni contengono un seme di violenza e materialismo che non mi aggrada, penso che i popoli più aggressivi siano i più carnivori, ho vissuto a lungo negli USA dove le città son divise in “terreni di caccia” di bande criminali simili a branche di predatori, cosa mi ha insegnato moltissimo. Pure dell’effetto psicologico dei latticini e di un po tutto potrei dire molto ma non è questa la sede. Infine vorrei dire che vegetariano è un termine che non basta a definire il grado di aggressività o meno di una persona, che dipende poi pure dallo spirito e anche dall’equilibrio globale della dieta: valga per tutti l’esempio del “vegetariano” A.Hitler citato asproposito da molti sprovveduti: il noto dittatore semplicemente odiava le carni, ma usava quotidianamente psicofarmaci che pervertono la mente, latte pastorizzato, esoprattutto enormi dosidi zucchero e dolci che hanno un marcato effetto dimostrato scientificamente sugli sbalzi emotivi e forme schizoidi o manie varie per individui predisposti. Quantoalla moda vegan mi piace rimarcare come l’esercito più etico del mondo (la definizione se la son data da se’ ovviamente) quello israeliano, si pubblicizza tra gli ebrei internazionali come aperto a chi vuol praticare al suo interno la dieta vegana. Si vede che con le bombe intelligenti che usano sui bambini di Gaza riescono però Roberto M.ad evitare gli asinelli i cani e i piccioni.

  5. Liana verney on

    “l’idea che alcune vite contino di meno è la base di tutto ciò che di sbagliato c’è nel mondo “ Paul Farmer

    Leonardo Da vinci:
    “Colui che non rispetta la vita non la merita. Moltissimi cuccioli di questi animali verranno portati via, squarciati e massacrati barbaramente.”
    “Ho fin dalla tenera età abiurato l’uso di carne, e verrà il tempo in cui uomini come me guarderanno l’omicidio degli animali come ora guardano l’omicidio degli uomini.”
    Lev Tolstoj
    “Uccidendo, l’uomo sopprime anche in se stesso le più alte capacità spirituali, l’amore e la compassione per le altre creature viventi e, sopprimendo questi sentimenti, diventa crudele.”
    Marletta, lei è un cieco che guida altri ciechi!

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