ERRARE ET PERSEVERARE ovvero: La “Stange” dei Giovani (di Cosmo Intini)

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Seppur a brevissima distanza dalla pubblicazione del nostro recentissimo articolo sulle ‘casule di Dublino’ (10 ottobre 2018), ci vediamo obbligati ad intervenire nuovamente su di un ulteriore maldestro ed inquietante utilizzo di un oggetto liturgico da parte del Pontefice: ci riferiamo alla Ferula da lui impugnata in occasione della Messa per l’apertura del Sinodo dei Giovani, il 3 ottobre scorso a Roma (vd. foto).

Già su numerosi social la Ferula in questione è stata opportunamente sospettata essere, per la sua forma e fattura, quel tipico oggetto di stregoneria denominato ‘Stang’. Peraltro, esso occuperebbe un ruolo decisivo all’interno del movimento parareligioso Wikka, che altro non è se non una forma di neopaganesimo diffuso nel mondo anglosassone per lo più costituito da giovani donne, le quali si autodefiniscono, appunto, ‘streghe Wikka’.

Sorvolando su ulteriori dettagli peraltro facilmente conseguibili ‘in rete’, quello che vogliamo qui mostrare è l’effettiva realtà di tali sospetti!

La parola Stang, di cui non viene mai fornita una sicura etimologia dai seguaci Wikka – ma che comunque proviene certamente dall’ambito linguistico anglosassone – in verità deriva molto semplicemente dal tedesco Stange (sost. femm.), che per l’appunto traduce ‘stanga, asta, supporto per corna’. Se traslitteriamo questo termine in greco, otteniamo στανγη (stange), che possiede un valore gematrico pari a 562[1]. Inoltre, la Stange è uno strumento relativo a magie/ incantesimi[2], la quale locuzione in greco si traduce μαγευματα (magheumata) ed il cui valore gematrico è pari a 791[3].

Pertanto, la locuzione στανγη μαγευματα (stange magheumata), che significa ‘stange relativa a magie/ incantesimi’, possiede un valore totale pari a: 562 + 791 = 1353.

Da parte sua, traslitterando la parola ‘Ferula’ in greco otteniamo φερυλα (pheryla), il cui valore è pari a 1036[4].

Ma in questa occasione ci stiamo riferendo a quella che è stata usata per il Sinodo dei Giovani.

Ed allora: dei giovani / relativa ai giovani[5] si traduce con νεανιας (neanias), che vale 317[6].

Pertanto, la locuzione φερυλα νεανιας (pheryla neanias), che significa ‘ferula dei giovani, relativa ai giovani’, possiede un valore totale pari a: 1036 + 317 = 1353.

In definitiva, le due locuzioni ‘Stange relativa a magie/ incantesimi’ e ‘Ferula relativa ai giovani’, gematricamente si equivalgono: entrambe sono infatti pari a 1353. Ma noi sappiamo che per la gematria, l’equivalenza quantitativa esprime altresì la coincidenza qualitativa!!!

Effettivamente non si è dunque sbagliato chi abbia riconosciuto nella Ferula del Pontefice un tipico ‘bastone della stregoneria’.

Tuttavia non è ancora tutto!

Riteniamo essere giustamente opportuno chiedersi a questo punto che cosa detenga di tanto particolare tale numero 1353, che risulta così pregnante in siffatto contesto.

Ebbene, non a caso 1353 è il triplo di 451 (1353 = 451 x 3), che a sua volta è esattamente il valore gematrico della parola Wikka allorché traslitterata in greco: υικκα[7].

Ma che significato può rivestire tale ‘triplicità’? Perché è il triplo di Wikka?

Il perché lo comprendiamo dal fatto che la divinità principale della cosiddetta ‘religione Wikka’ è la Dea denominata ‘Triplice Madre’!!! Ogni strega Wikka afferma di detenere una tale ‘triplicità’[8]! E guarda caso, uno dei simboli con cui viene riferita tale caratteristica è esattamente il triskel, che abbiamo già visto strettamente legato proprio alle casule indossate a Dublino dal Pontefice e dai suoi concelebranti[9].

E c’è dell’altro!

La Ferula di cui abbiamo sin qui discusso è stata donata al Pontefice da due ragazze, durante l’Incontro con i Giovani avvenuto lo scorso 11 agosto, sempre a Roma ed al Circo Massimo. Una di esse indossava un braccialetto di filo rosso al polso sinistro; ed è oltretutto noto che esso costituisca un amuleto appartenente a consuetudini di matrice pseudo-kabbalistica[10](vd. foto).

Molti hanno scetticamente obiettato che tale braccialetto sia un innocuo ornamento; a noi non pare invece che le cose possano essere liquidate così semplicemente, possedendo anch’esso un preciso significato.                        Tecnicamente, negli ambienti che ne fanno uso, il braccialetto rosso è denominato nauzas, il quale termine compare in lingua slava ma che deriverebbe dal latino nausea (disgusto, fastidio) ovvero da noxia (danno, misfatto)[11]. Esso non è altro che una serie di ‘fili rossi’ intrecciati tra di loro 7 volte[12].  Ebbene, traslitterando la parola nauzas in greco, abbiamo ναυζας (nauzas), il cui valore gematrico è pari a 659[13]. D’altro canto, ‘rossi’ si traduce ερυθροι  (erythroi), il cui valore gematrico è pari a 694[14]. Pertanto, la locuzione ναυζας ερυθροι , che significa ‘nauzas rossi’, possiede un valore totale che è pari a: 659 + 694 = 1353. Otteniamo insomma il medesimo numero già precedentemente ritrovato, nonché allusivo della ‘triplice Wikka’.

Veniamo alle conclusioni. Qualunque siano stati i presupposti, le circostanze, i personaggi a ché tutto ciò potesse accadere non ci è dato di conoscerlo. Ma una cosa è certa: e cioè che al Pontefice spetterebbe in realtà come pastorale la ‘Croce Papale tripla’, ossia un bastone con all’estremo una croce con tre traverse di diversa lunghezza, digradante verso l’alto. Infatti, le tre traverse rappresentano il triplice ruolo del Papa: vescovo di Roma, patriarca dell’Occidente, successore di S. Pietro apostolo. Suona emblematico e preoccupante che egli abbia invece sostituito quella propria ortodossa ‘triplicità’ impugnando la ‘triplice Wikka’.  Se con le ‘casule di Dublino’ il suo è stato un errare, a noi sembra che con la Stange di Roma egli abbia inteso perseverare!

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[1] 562 = 200+300+1+50+3+8.

[2] E’ la tipica forma grammaticale detta di ‘accusativo alla greca’.

[3] 791 = 40+1+3+5+400+40+1+300+1.

[4] 1036 = 500+5+100+400+30+1.

[5] Anche questo è un cosiddetto ‘accusativo alla greca’.

[6] 317 = 50+5+1+50+10+1+200.

[7] 451 = 400+10+20+20+1.

[8] Altra divinità importante, che rimane comunque secondaria a quella femminile, è il cosiddetto Dio ‘cornuto’ o dei BOSCHI: la qual cosa rimane in stretta relazione con la fattura legnosa e nodosa della Stange.

[9] Cfr. la sezione ‘I tre aspetti della Dea’ al sito: https://it.wikipedia.org/wiki/Triplice_Dea.

[10] Cfr. http://it.kabbalah.com/content/il-filo-rosso

[11]Cfr.https://www.caffeinamagazine.it/costune/214882-significato-del-filo-rosso-al-polso/          https://carminemangone.com/2016/06/11/punk-anarchia-rumore-estratti-1/

[12] E’ interessante che, attraverso il provenz. mediev. ‘nauza’, il termine sia confluito nell’ingl. noise (rumore, chiasso) e nel franc. noué (nastro annodato) e noue (zona paludosa, di compluvio delle acque). Il senso è insomma quello che è presunto esser proprio dell’amuleto: catalizzatore, raccoglitore di energie e di forze. Peccato che in tali oggetti sussista sempre la sua ‘controindicazione’, molto spesso ignorata dai suoi medesimi cultori: il danno, il misfatto!

[13] 659 = 50+1+400+7+1+200.

[14] 694 = 5+100+400+9+100+70+10.

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