Eppure, Nichi VENDOLA certe affermazioni “ambigue” sulla PEDOFILIA le ha fatte davvero…

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La polemica é esplosa per via delle affermazioni un tantino dozzinali del consigliere leghista Alessandro Morelli, che ha definito il politico Nichi Vendola come “gay e pedofilo” (link). Eppure, benchè nel lontano 1983, l’allora giovane Vendola certe affermazioni “ambigue” sulla pedofilia  le fece davvero.                                                             Ma questo non deve sorprendere: “l’ideologia di genere” su cui si basano, infatti, la maggior parte dei movimenti omosessualisti, ha sempre rivendicato la pedofilia come un momento fondamentale della “liberazione sessuale” dell’umanità. Anche se oggi, forse per ragioni di convenienza, certi temi vengono pubblicamente elusi dai gay “militanti”…  In un’intervista sul quotidiano «Repubblica» del 19 Marzo 1985, l’allora segretario della FGCI Nichi Vendola, affermava:«Non è facile affrontare un tema come quello della pedofilia ad esempio, cioè del diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti tra loro, o con gli adulti – tema ancora più scabroso – e trattarne con chi la sessualità l’ha vista sempre in funzione della famiglia e dalla procreazione»[1].

Il contenuto dell’intervista -che nel caso del politico pugliese potrebbe essere derubricata come un “errore di gioventù”- era, tuttavia, in perfetta coerenza con “l’ideologia di genere”, quella visione della sessualità nata negli anni 50 negli Stati Uniti -e da sempre bandiera dei movimenti gay- per la quale le differenze sessuali sarebbero solo “marginali” e il termine “sesso” dovrebbe addirittura essere sostituito da quello, più vago, di “genere”, essendo – a loro dire- la sessualità solo un fattore “culturale” e null’altro.

Da questo punto di vista, Nichi Vendola non era affatto un caso isolato; lo stesso John Money, l’inventore dell’ideologia di genere, era notoriamente un sostenitore dell’intimità sessuale fra adulti e bambini, che, a suo parere, costituiva un’esperienza “liberante” per gli uni come per gli altri. Nella sua prefazione al saggio di Theo Sandfort, Boys and their contacts with men, egli affermava che i bambini erano naturalmente «eccitati sessualmente» dalle carezze degli adulti e degli stessi genitori, lasciando intendere come lo stesso “amore genitoriale” non fosse altro che una “sublimazione” dell’attrazione sessuale: «La maggior parte degli adulti ama carezzare i bambini e i bambini rispondono a questo tipo di intimità eccitandosi sessualmente ed eroticamente. In verità essi sono incapaci di essere eccitati da qualcuno troppo giovane. Per loro non esiste una sovrapposizione tra l’amore genitoriale e quello sessuale».

E su questa stessa scia che si collocano anche le affermazioni di Mario Mieli, uno dei più seguiti capiscuola italiani del “movimento gay” – alla cui memoria è dedicato il Circolo di Cultura Omossessuale di Roma[1] – che nel suo saggio Elementi di critica omosessuale, scriveva tra l’altro: «Noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino non tanto l’Edipo, o il futuro Edipo, bensì l’essere umano potenzialmente libero. Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega, calando sul suo erotismo la griglia edipica»[2].

La cultura gay, omosessualista e “di genere”, dunque, non ha mai fatto mistero della sua sintonia con certe istanze “pedofile”, ed il fatto che oggi gli esponenti di tali movimenti vogliano far passare “in sordina” tale collegamente é, forse, più una scelta strumentale che una vera presa di distanza ideale…



[1 L’indirizzo web del Circolo “Mario Mieli” di Cultura Omosessuale è: http://www.mariomieli.net/

[2 M. Mieli, Elementi di critica omosessuale, Einaudi, Torino 1977, p. 255.

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1 commento

  1. GeertWilders4president on

    Eccola la gentaglia che fa passare i gay per delinquenti e alimenta l’omofobia anche in chi potenzialmente non è omofobo.
    Gay è una cosa, pedofilo un’altra.

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