Gli EBREI rispondono a BIGLINO

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Ormai da anni, migliaia di persone sostengono con entusiasmo le ipotesi del Sig. Mauro Biglino, che nei suoi libri, a partire da (lui afferma) accurate traduzioni dall’ebraico, ci assicura che la Bibbia non parlerebbe né di Dio né di questioni religiose, ma sarebbe il resoconto di antiche visite di “extraterrestri”. Ma cosa ne pensano gli Ebrei di madrelingua delle sue traduzioni e, soprattutto, delle sue interpretazioni di termini come Elohim, Kavod, Ruach?

Qui di seguito, alcuni interessanti passaggi tratti dal forum ebraico:

http://consulenzaebraica.forumfree.it/

Molto ragionevolmente, gli autori del forum invitano  “le persone che ascoltano e leggono Biglino di non ragionare con la sua testa, ma di ragionare con la loro testa e di porgli delle domande. La Bibbia non dice quello che lui vuol far credere. Noi siamo a disposizione in questo forum per ogni genere di consulenza”.

Uno dei chiodi fissi dell’ipotesi di Biglino è il termine biblico Elohim (che è un plurale), spesso utilizzato per indicare la Divinità.  La sua ipotesi è che nella Bibbia non vi sia alcun “monoteismo” e che gli “elohim” null’altro sarebbero che una popolazione di colonizzatori alieni . Vediamo cosa ne pensano gli Ebrei di madrelingua:

–  Il prof può far dire quello che gli piace al primo verso di Genesi se estrapolato dal suo contesto, ma poi… della grammatica che se ne fa? Il primo termine “בראשית” significa “nel principio di” e non semplicemente “nel principio”, questo termine si attacca sempre al successivo. Quindi abbiamo ” nel principio di creare” con “ברא” vocalizzato all’infinito. Il professore ha poi detto che il testo parli di Elohim al plurale. Una cosa che desta non poca meraviglia che un professore di ebraico non sappia distinguere un semplice plurale da un plurale di astrazione, che è un singolare a tutti gli effetti. I verbi ad esso collegati sono infatti singolari ed “Elohim” non ha l’articolo determinativo ed è quindi un nome proprio essendo i nomi propri autodeterminati. Il singolare è “Eloha” di radice “alah”=comporre norme giuridiche. Quindi significa “Legislatore” che con il plurale di astrazione (“Elohim) diviene: Legislatore Supremo.
Il termine “shemim” di cui parla il prof. non esiste, il termine rimane “shammaim” anch’esso plurale di astrazione, che significa “Cielo”. Il termine “
רקיע” è di radice “רקע” da cui deriva anche il termine “קרקע” che significa “suolo”.
Il professore dice che le sue deduzioni provengono dalla Bibbia, ma a me pare che sono solo frutto della sua fantasia o qualcos’altro. (…) Ma questo professore ha davvero tradotto la Bibbia delle edizioni paoline come egli stesso dichiara? Se tutti i traduttori sono come lui…

Nei suoi libri, il Sig. Biglino sostiene che l’abitudine di bruciare i sacrifici, nella Bibbia, rimanderebbe all’esigenza di “compiacere” gli alieni elohim con un “profumo riposante” che farebbe ricordare loro la patria. Vediamo cosa ne pensano gli Ebrei di tale interpretazione:

– L’annusare l’odore “riposante” (nichoach è intraducibile in italiano, più precisamente “l’odore del riposo”) nell’ebraico biblico è l’accettazione del riscatto per le trasgressioni involontarie; quando le trasgressioni divenivano volontarie o premeditate vi era il rifiuto totale di annusare quell’odore . Vedasi per esempio Levitico 26:31 (velo ‘ariach bereach nicoichakhem). Nichoach non è un aggettivo, è un sostantivo che indica il riposare della cenere, ovvero il ritorno alla polvere in un simbolismo che serve per ricordare la natura umana fatta di corpo materiale e composto di microelementi. La riduzione in cenere è una simulazione del ritorno in polvere ossia lo stato primordiale degli esseri viventi e quello post-morte.

– L’atto dell’annusare toglie a D-o ogni materialità. Egli infatti non mangia le offerte, ma semplicemente li annusa, dato che bruciandoli viene loro tolta ogni materialità. Dato che vi sono passi biblici ove si mostra il rifiuto di annusare si tratta chiaramente di una metafora che vuole esprimere l’accettazione od il rifiuto dell’offerta. L’offerta viene accettata se la trasgressione è involontaria perché le trasgressioni involontarie sono la causa della degradazione del corpo umano materiale privo della sufficiente attenzione e adeguata saggezza. Il sacrificio animale aveva lo scopo di ricordare che il corpo umano e quello animale sono fatti dagli stessi elementi ed hanno le medesime attitudini, gli stessi istinti che però si distinguono da una vera volontà rappresentata dalla ragione, che è una caratteristica esclusiva dell’uomo.
Il divenire spirito dopo la morte deriva proprio da questa concezione antica del ritorno alla polvere assimilata al vento che la porta via. In ebraico infatti vento e spirito sono espressi con il medesimo termine ruach da cui deriva reach. Il reach nichoach è il vento che sale con la cenere che successivamente si riposa, ossia torna allo stato di non vita e provoca soddisfazione nella divinità perché così facendo gli umani mostrano la buona volontà di intraprendere un cammino verso la perfezione ove si predilige la ragione agli istinti animali.

Un altro “pezzo forte” dell’ipotesi bigliniana è l’interpretazione dell’ebraico Ruach (spirito) come “rombo” o “soffio” dei motori dellastronave aliena che porterebbe gli “elohim” sulla terra. Stiamo a vedere cosa ne pensano persone che l’ebraico lo parlano:

– Nel libro “Il dio alieno della bibbia” a pag.37 abbiamo l’inizio del capitolo 2 intitolato in ebraico רוח (ruach) e in italiano: Lo “spirito”? Sono rimasto molto sorpreso nel leggere certe affermazioni di Biglino considerando che egli si identifica come un traduttore della Bibbia e dunque come chi la Bibbia dovrebbe conoscerla bene. Egli afferma che il termine ruach oltre ai normali significati di vento, respiro e aria in movimento indichi anche, in senso estensivo, “ciò che viaggia rapidamente nello spazio aereo”.
Non c’è alcuna espressione biblica in cui è usato il termine ruach per designare un oggetto che viaggia rapidamente. Ma la cosa che più sorprende è che egli afferma che il termine ruach avrebbe acquistato il senso di “spirito” solo dopo il III secolo a.C. con la versione della LXX. Un senso, egli afferma, che probabilmente in origine non gli apparteneva.
Nella Bibbia sono presenti tante espressioni in cui è usato il termine ruach per designare gli stati d’animo dell’uomo ed in modo figurativo questo termine è usato per indicare la forza vitale che fa vivere in particolare gli esseri umani. Sono tutti usi in cui questo temine acquista significati astratti perfettamente riconducibili al senso di “spirito” inteso nel mondo occidentale.
(…) Riportiamo alcuni versi biblici ove il termine ruach è chiaramente usato in tal senso nel testo ebraico della Bibbia:
In Esodo 28:3 abbiamo:”
רוח חכמה” (ruach chokhmà=spirito di saggezza)
In Gen 41:38
הנמצא כזה–איש, אשר רוח אלהים בו (hanimzà kazhe–ish asher ruac elohim bo=c’è qualcuno come questo che abbia ruach Elohim in lui)
Num 27:18
איש, אשר-רוח בו (ish asher ruach bo= Individuo nel quale lo spirito è in lui)
In Ecl 12:7 è usata una forma figurativa per designare la morte, lo spirito, inteso qui come forza vitale (o il respiro della vita) torna a D’o che l’ha dato:
והרוח תשוב, אל-האלהים אשר נתנה (weha ruach tashuv el haElohim)
בידך, אפקיד רוחי (beyadechà afkid ruchì=nelle tue mani affido il mio spirito) salmo 31.6
Prov 16:32
טוב ארך אפים, מגבור; ומשל ברוחו, מלכד עיר. Trad. Nuova Diodati: Chi è lento all’ira val più di un forte guerriero, e chi domina il suo spirito val più di chi espugna una città. Trad. Riveduta: Chi è lento all’ira val più del prode guerriero; chi padroneggia se stesso val più di chi espugna città.
Salmo 34:19 karov h lenishberè lev weet dakè-ruach yoshi’a trad. Riveduta: 34:18 L’Eterno è vicino a quelli che hanno il cuor rotto, e salva quelli che hanno lo spirito contrito.
Gioele 3:1
אשפוך את-רוחי על-כל-בשר (eshpokh et ruchì ‘al col basar) Trad. CEI: io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo
1 re 21.5
מה-זה רוחך סרה (ma zhe ruchacha sarah=che è, il tuo spirito se ne andato? )

Ancora sul significato di Elohim:

– Afferma Biglino quanto segue: “Ma tutte le parole che circondano elohim sono al plurale”.
Caro Biglino, qui è il caso di precisare numericamente che: Su 2600 ricorrenze del termine elohim, solo circa un centinaio ha parole al plurale Finora ho sperato che Biglino potesse essere in buonafede, ma a questo punto riesce davvero difficile credere che non sia in Malafede.

http://consulenzaebraica.forumfree.it/?t=63890174

Biglino nel suo Il libro che cambierà per sempre le vostre idee sulla Bibbia, ed. 2012, riporta addirittura un’immagine, a suo dire ritrovata in Sudan, che rappresenterebbe un’astronave aliena (la riportiamo a lato come presente sul libro di Biglino n.d.a.):
A tal proposito, scrive un commentatore del forum:

– Biglino scrive: «2150 a.C. Nel Medio Regno egizio (2160-1785 a.C.) viene edificato in Nubia (Sudan) il tempio minerario di Kush, che contiene una raffigurazione di una probabile navicella in volo e quella di un missile a terra con due individui rappresentati di fronte e non vestiti come gli Egizi (paiono avere un abito composto da un solo elemento che ricopre tutto il corpo). Si tratta di una immagine molto discussa che è stata comunque riprodotta nel lavoro precedente». – pp 227-228
Avevo chiesto a Biglino come mai avesso deciso di pubblicare quell’immagine visto che è evidente che era una bufala, egli mi ha risposto: «L’illustrazione da lei citata è riportata in varie pubblicazione e da molti ritenuta vera: in ogni caso nel libro non la accredito, la pubblico citando una delle fonti.»
Ma perché citare una fonte per poi non accreditarla? E’ ovvio che a Biglino non interessa l’affidabilità delle fonti l’importante è che esse tiranno acqua al suo mulino.

Secondo Biglino, il termine “Kavod” (la gloria di Dio), rimanderebbe al concetto di “pesantezza” e quindi, concretamente, al “peso dell’ingombrante astronave aliena che avrebbe portato gli alieni sulla terra; ma Kavod, secondo gli Ebrei del forum, significherebbe tutt’altro:

– Kavod : onore, gloria: “Col Hakavod” espressione usata per complimentarsi con qualcuno per il buon effetto e riuscita di una azione.
Kaved: , pesante,  non ha la “vav”, come non hanno la vav:
Koved peso
kaved: fegato
sempre stessa radice di Kaved
E’ chiaro che da una radice KVD si sviluppino differenti vocalizzazioni e quindi diversi significati. Questo è un fenomeno costante dell’ebraico. (…) Biglino fa disquisizioni erudite sull’acqua calda. Se già dice K’vod (kevod) e non kavod vuol dire che non si rende conto della forma costrutta che è la modifica vocalica che il sostantivo subisce quando precede un altro sostantivo di cui precisa qualcosa. “Kevod ****” la gloria di D-O, mentre il sostantivo in assoluto è “Kavod”. Troppo comodo parlare a platee digiune e scrivere solo in blog dove non lo si può contestare. Vedremo che qualità ha e come parla e risponde alle domande di ebraico e in ebraico. Noi non contestiamo le sue teorie su alieni, marziani, veicoli spaziali ecc. Tutte le idee sono legittime. Ma dica che sono sue idee e basta. Non pretenda di dire che Ruah è un veicolo e Elohim è una moltitudine di divinità. Questo o è in malafede e quindi strumentale e finalizzato all’editoria o è ignoranza crassa in lingua ebraica.

http://consulenzaebraica.forumfree.it/?t=63894022

Chi volesse leggere le discussioni nella loro interezza, può cliccare su i link che abbiamo riportato nel testo. Chi volesse approfondire o chiedere delucidazioni maggiori può sempre utilizzare i contatti del forum.

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55 commenti

  1. Forse “nel principio di creare” potrebbe anche significare: “Nel principio di manifestò”. Così la Bibbia cambierebbe radicalmente permettendoci di osservare la Natura come “manifestazione” del “divenire” di un “quid” ancora inaccccessibile alla mente; Quid che nei secoli abbiamo chiamto DIO.

  2. Buonanotte! Tra Biglino, Ebrei e il lettore Bonacchi, tutta l’esegesi va a farsi benedire in nome del soggettivistico “secondo me”. A tanto ci ha portato il presunto “libero esame” di un tal monaco tedesco del XVI secolo. I fondamentalisti protestanti americani non protrebbero scrivere cose più alte! Comunque, neanche l’interpretazione, eccessivamente letteralista (la lettera, quindi la storicità, è senza dubbio la base ma poi ci sono gli altri livelli di comprensione: il morale, l’allegorico e, soprattutto, l’anagogico) dei rabbini ebrei, che contrastano Biglino, è accettabile acriticamente. Biglino dice che nella Bibbia non ci sarebbe “monoteismo”. Ed infatti il monoteismo si afferma, stando allo stesso Testo Sacro, solo un po’ alla volta tra gli ebrei ed esso convive sempre con la tentazione politeista contro la quale Javhé, per mezzo dei profeti, si scaglia di continuo, ammonendo il popolo “Non avrai altro Dio all’infuori di Me” (Primo Comandamento). Lo stesso Abramo era un politeista che solo a seguito della vocazione di Dio inizia a praticare, anche, il monoteismo, che pertanto si raffina solo gradualmente. “Elohim” pertanto è un plurale che ricorda il clima politeista circostante ma è già pregno del monoteismo che si va affermando, perché, come giustamente ricordato dagli ebrei, è un plurale astratto. Tuttavia gli ebrei non dicono quel che affermano i Padri della Chiesa, con piena legittimità testuale, ossia che il plurale di Elohim svela, già in nuce, un Monoteismo Trinitario, quello che poi con Cristo troverà definitiva rivelazione. Per quanto riguarda il Bereshit, “In Principio”, affermare, come fanno gli ebrei, che la traduzione letterale è “in principio di (creare)” è riduttivo rispetto al profondo significato rivelatorio, e perciò metafisico e teologico, di quell’espressione che deve essere collegata, per essere davvero compresa in pieno, al “In Principio era il Verbo” dell’incipit Giovanneo. Principio, dunque, come Essere, Fonte ontologica degli enti partecipati, come Zero metafisico che è oltre lo spazio-tempo e dal quale ha inizio ontologico il mondo (inizio ontologico e non temporale, perché, come già aveva capito sant’Agostino, il tempo in quanto creatura non esisteva prima dell’atto creativo metafisico, dell’atto del dono dell’essere alle creatura, compresa la creatura “tempo”). Sull’annusare quale dematerializzazione e quindi espressione della spiritualità di Dio lasciamo perdere quanto dicono gli ebrei, perché in realtà si tratta solo di un antropomorfismo, come altri nella Bibbia, che non implica affatto una immagine idolatrica del Divino ma soltanto che Dio è Persona Ineffabile, quindi allo stesso tempo apofatica e catafatica. Persona Ineffabile ossia non antropomorfica (è vero piuttosto il contrario, è l’uomo ad essere, solo per riflesso, teomorfo). Il ritorno alle ceneri post mortem, poi, non si può dire dell’anima spirituale ma solo di quella vegetativa. L'”io” umano, partecipato dallo Spirito di Dio, vive il suo destino, liberamente scelto dal soggetto, di salvezza, purgazione o perdizione eterna, in attesa della ricomposizione di tutto l’uomo, spirito, anima e corpo glorificato, per continuare nel godimento eterno o nella dannazione in unione integrale di essere. Per quanto il Ruach, quanto detto dagli ebrei è giusto. Infine i disegnini ufologici fanno pena e sembrano quelli di mio nipote di due anni. Se questi sono gli argomenti di Biglino è inutile allarmarsi. Stupidi quelli che lo prendono sul serio. Tra qualche anno, sarà un ricordo come tanti che lo hanno preceduto in tesi del genere o similari.
    Cari saluti.

    Luigi Copertino

    • TU SOLO SEI UNO STUPIDO E IGNORANTE E INCOMPETENTE E COME TE SOLO QUELLI CHE HANNO ORMAI I NEURONI DECIMATI DALLE STRONZATE RELIGIOSE POSSONO DIRE COSE CHE NEMMENO UN MINORATO MENTALE DIREBBE!
      FATE PENA AVETE BUTTATO IL CERVELLO NEL CESSO, MA LA SELEZIONE NATURALE FARA’ IL SUO DOVERE E DELLA FOLLE TEOLOGIA E DELLE VOSTRE CAGATE NON RIMARRA’ TRACCIA.

      • Ma come ti permetti, ateo di m.e.r.d.a di offendere altre persone, l’ateismo scomparirà tra pochi anni, fate solo pena, stupidi atei. Tu il cervello nemmeno ce l’hai, tuo padre avrebbe fatto meglio a spruzzarti nelle mutande, stro.nzo i.d.i.o.t.a e stupido.

  3. Ed ora anche il Rabbino capo di Roma
    Rav Riccardo Segni si sbilancia.
    Un Grazie va a Mauro Biglino che traducendo letteralmente l’ Antico Testamento sta cambiando le coscienze di chi vuole andare oltre il dogma.
    By * Luis Luce

    Mauro Biglino
    Ringrazio l’amico Giampaolo Bottega per questa segnalazione relativa a quanto afferma il rabbino capo di Roma, rav Riccardo Di Segni.

  4. Basta balle religiose!
    Elyon, Elohim e Jahweh…..la diatriba infinita.
    La tradizione vuole che i primi 5 libri della Bibbia, che noi chiamiamo Pentateuco, e gli ebrei Torah, siano stati scritti direttamente da Mosè intorno al 1200 a.C.
    Fra questi sicuramente il più importante è il primo, che noi chiamiamo Genesi e gli ebrei chiamano Behreshit (“l’inizio”), dove viene descritta sia la cosmogenesi che l’antropogenesi, cioè la nascita del mondo materiale e quella dell’Uomo e delle altre forme viventi.
    Se confrontiamo il testo originale della Behreshit con quello della nostra Genesi rimarremmo probabilmente di stucco perché, mentre per la nostra Genesi, il mondo sarebbe stato creato da “Dio” (singolare maschile), per la versione ebraica da una pluralità di individui chiamati Elohim.
    Il termine Elohim infatti, che nella nostra Genesi è tradotto con “Dio”, in ebraico è solo plurale, ed è sia maschile che femminile.
    Però c’è da dire che a volte la Bibbia presenta il Creatore come Elohim (Dio), altre volte lo chiama Yahweh, o Jehovah (Eterno o Signore), altre volte Elyon (Altissimo).
    Questo termine in ebraico significa “quello che sta sopra”, e molto spesso lo troviamo scritto come “El Elyon”, cioè “l’El che sta sopra”.
    “El” è il singolare di Elohim e corrisponde al singolare, forse femminile, di Elohà!!!!
    Allora in primis possiamo affermare che tradurre “Elyon” con l’Altissimo è abbastanza giusto in quanto entrambi indicano qualcuno che sta al di sopra degli altri……l’unica differenza è che mentre l’Altissimo è un superlativo assoluto, Elyon è un comparativo……ma diciamo che va bene!!!!!
    “Elohim” è un termine indubitamente “plurale”, e qui abbiamo il primo problema……se Dio è singolare perché lo troviamo tradotto con un plurale?????
    Un’ipotesi plausibile potrebbe essere questa: già ai tempi dell’ebraismo, una delle chiavi unificatrici, fu proprio l’introduzione del monoteismo!!! (quante volte insiste a ricordarcelo, Yahweh della Bibbia, che “non avrai altro Dio all’infuori di me”?).
    ATTENZIONE: Yahweh dice “non avrai” e no “non esiste” che è molto diverso!!!
    Un’altra cosa che contribuì a rinforzare l’impatto della nuova religione fu l’abolizione dell’idolatria nella mente dei credenti, così da rendere più facile recepire il messaggio complessivo di quella religione.
    Difatti non dobbiamo stupirci del fatto che i rabbini non amino troppo sentirsi chiedere “che cosa significa esattamente Elohim?”, poichè dovrebbero introdurre una dimensione spirituale molto più complessa e delicata di quella del semplice “Dio” Yahweh.
    Lo stesso hanno fatto i padri della chiesa cristiana, che già avevano mille problemi a mettersi d’accordo sui Vangeli canonici, figurarsi se avevano voglia di rispettare anche questa distinzione, quando traducendo tutto con “Dio”, almeno quel problema non si poneva affatto.
    Nelle nostre Bibbie, tutte le volte che troviamo la parola DIO, nella bibbia originale masoretica troviamo la parola Elohim, e tradurre questo termine con DIO è fantasia pura perché nessuno, dico nessuno, sa cosa vuole significare il termine “Elohim”.
    Per secoli la filologia teologica ha tentato di dare una spiegazione “logica” a questo termine che senza ombra di dubbio è plurale…..e allora nei vari tentativi di elaborare una soluzione è stato detto che indica un “plurale di maestà”, un “plurale di dignità”, di “astrazione”, e che nella sua accezione di plurale starebbe ad indicare la magnificenza della divinità ecc, ecc…..fino a quella elaborazione che afferma che quando in ebraico Elohim è usato con il verbo al singolare significa “DIO”, mentre quando è usato con il verbo al plurale sta ad indicare le divinità pagane…..gli idoli di pietra!!!!
    Ma vediamo un esempio pratico nella Bibbia:
    Genesi 20:13: [13]Allora, quando Dio mi ha fatto errare lungi dalla casa di mio padre, io le dissi: Questo è il favore che tu mi farai: in ogni luogo dove noi arriveremo dirai di me: è mio fratello»
    Analizzando la frase “…quando Dio mi ha fatto errare….”è indubbiamente un verbo al singolare e quindi secondo quella parte della filologia si parla di Dio perché il verbo è singolare!!!!!
    Peccato però che in ebraico, nel testo originale, il verbo sia al plurale e dalla traduzione interlineare si traduce così”…e fu come che fecero vagare me gli Elohim da casa di mio padre….”, quindi tenendo fede a quello che la filologia ci vuole dire, e che a chiamare Abramo dalla casa di suo padre furono le “Divinità pagane”, gli idoli di pietra, perché appunto il verbo che accompagna il termine Elohim è plurale.
    Genesi 35:7: [7]Qui egli costruì un altare e chiamò quel luogo «El-Betel», perché là Dio gli si era rivelato, quando sfuggiva al fratello.
    Qui chi parla è Giacobbe e ci dice che in quel luogo gli si era rivelato Dio…..dal testo originale troviamo “….e edificò la altare e chiamò il luogo El di Betel poiché la si erano fatti vedere a lui gli Elohim”!!! Quindi se vale quella regola, vuol dire che a farsi vedere a Giacobbe furono ancora gli idoli di pietra, perché il verbo che accompagna il termine Elohim è plurale.
    Possiamo soltanto affermare con la tranquillità più assoluta che le traduzioni che abbiamo nelle nostre Bibbie sono “deliberatamente” false, perché nessun traduttore commetterebbe un errore simile……infatti le traduzioni esatte non vengono divulgate ma sono tenute segrete per determinati studi teologici, mentre vengono pubblicate quelle deliberatamente adulterate.
    E ora “Jahweh”……..quando nelle bibbie trovate scritto il “Signore” o “l’Eterno”, nel codice ebraico troviamo scritto “Yahweh”.
    Anche qui possiamo affermare con tutta tranquillità che si tratta di fantasia pura usata nella traduzione, perché “Yahweh” nessuno al mondo sa cosa significa…è un suono che quell’individuo ha pronunciato quando Mosè, dopo che aveva portato fuori dall’Egitto quel popolo che ebraico non era, salendo sul monte Siani gli disse…”….ma tu chi sei?” che devo convincere quelle persone a seguirti?!!!!
    E lui rispose”…mi ricorderete con questo nome!!!!”….attenzione però con questo nome qua…”YHWH”, perché la lingua ebraica è una lingua semitica e si scrive senza le vocali.
    Ma la cosa interessante è capire in che lingua questo individuo ha pronunciato quel suono dato che al tempo di Mosè non esisteva la lingua ebraica che ,nel migliore dei modi, si pensi sia comparsa tre o quattro secoli dopo Mosè!!!!!
    Facendo un ragionamento logico potremmo dire che, dato che Mosè ha portato fuori quelle persone dall’Egitto, parlassero sicuramente l’egiziano e quindi che questo suono “YHWH” sia stato pronunciato in egiziano o forse pronunciato nella sua lingua perché quello era il suo nome.
    Ma la cosa ancora più interessante è che questo suono è stato messo per iscritto, nella migliore delle ipotesi, quattro secoli dopo essere stato pronunciato con una lingua che non sappiamo qual’è.
    Si messo per iscritto così “YHWH”, perché le vocali questo suono le ha ricevuto altri milleseicento anni dopo, quando i Masoreti hanno vocalizzato tutto il testo ebraico originale calandoci dentro un significato.
    Detto questo dobbiamo dire che la teologia ci dice che questi tre termini indicano sempre la stessa persona….Dio!!!!
    Ora rimanendo sull’idea del “plurale majestatis” o di “astrazione” e che quindi Elohim è assolutamente un termine al singolare, vi è un passo nella Bibbia, tra i tanti che identificano la pluralità, dove la distinzione tra Elohim, Elyon e Yahweh è netta e senza ombra di dubbio.
    In questo passo si dice espressamente chi è Elyon e cosa fa, che ci sono gli Elohim e che Yahweh è uno di loro, perché se non fosse così allora ci troveremmo di fronte ad una grossa incongruenza con quello che viene descritto in tutto l’Antico Testamento..
    Il passo citato è contenuto nel libro “Deuteronomio” uno dei cinque libri che compongono il Pentateuco o Torah ebraica.
    Esso recita:
    DEUTERONOMIO 32:8,9 [8]“Quando l’Altissimo divideva i popoli, quando disperdeva i figli dell’uomo, egli stabilì i confini delle genti secondo il numero degli Israeliti. [9] Perché porzione del Signore è il suo popolo, Giacobbe è sua eredità”
    Innanzitutto c’è da fare una precisazione, in quanto nel versetto biblico originale della Biblia Hebraica Stuttgartensia (copia esatta del Codice di Leningrado) e nei Rotoli del Mar Morto, non si parla della suddivisione dei territori in base al numero degli Israeliti, ma bensì in base al numero degli Elohim.
    Quindi siamo di fronte ad un errore di interpretazione da parte dei Masoreti, ma non ci dobbiamo meravigliare quando parliamo della Bibbia.
    Ora ritornando al versetto la traduzione sarebbe questa:
    DEUTERONOMIO 32:8,9 [8] “Quando Elyon (Altissimo) divideva i popoli, quando disperdeva i figli degli Adam (uomini), egli stabilì i confini delle genti secondo il numero degli Elohim (Israeliti). [9] Perché porzione di Yahweh (Signore) è il suo popolo, Giacobbe è sua eredità”
    Ora uscendo da ogni canone religioso cosa deducete da questo passo?
    Che esiste un individuo chiamato Elyon, il quale dopo aver fatto chissà cosa (forse la creazione?) divide i territori della Terra in base agli Elohim che c’erano e a Yahweh tocca quel popolo preciso (Giacobbe)
    Qui la distinzione che si fa è netta e precisa!!!!!!
    Elyon divide, assegna agli Elohim un territorio e a Yahweh tocca quel popolo!!!!!
    DEUTERONOMIO 32:12 “Il Signore lo guidò da solo, non c’era con lui alcun Dio straniero”.
    Analizzando il versetto:
    DEUTERONOMIO 32:12 “Yahweh (Signore) lo guidò da solo, non c’era con lui alcun Elohim (Dio) straniero”.
    Ciò è chiaro quando Mosé precisa che Yahweh ha guidato il popolo di Israele da solo, senza l’aiuto di alcun Dio straniero, il che vuol dire che vi erano altri Dèi, legati però a popoli stranieri, che avevano ricevuto come eredità.
    Secondo il canone cattolico allora abbiamo che Dio con il nome di Elyon, stabilisce i confini delle nazioni, poi conta il numero di se stesso e in quell’occasione si assegna con il nome di Yahweh, Giacobbe perché sua eredità.
    Introducendo il concetto di Mistero della Fede e fermo restando che la suddivisione è stata fatta sulla base dei figli di Israele possiamo affermare che Dio (Elyon) ha fatto la suddivisione sulla base dei figli di Israele e poi si è scelto Giacobbe.
    Tutto filerebbe liscio se non fosse che tutta la Bibbia, tutta, altro non è che la storia di come Yahweh, con quel popolo che si è scelto, è andato alla conquista militare, feroce e sanguinosa, per decenni, dei territori degli altri popoli che lui stesso (Elyon) non si era assegnato ma aveva dato agli altri Elohim!!!!
    Questo perché se li voleva prendere…..e se diciamo che era uno solo non ci verrebbe da dire che questo era il disegno di un folle? Se era Dio quale problema aveva a prendersi quei territori che non si era assegnato? Doveva discuterne con qualcuno visto che era Dio?
    E invece no, manda i suoi a massacrare quelle genti che abitavano in quei territori perché lì si dovevano mettere i suoi….e leggendo i libri di Giosuè vediamo che il termine esatto usato era “pulizia etnica”…..dovevamo morire tutti compresi donne, bambini e anziani.
    Ma se lui era Dio allora perché, nel preciso istante che gli servivano anche gli altri, non se li è assegnati? Doveva discuterne con qualcuno? NO! Manda i suoi ad ucciderli e per prendersi quei territori dove lui li aveva messi!!!! Questo vuole farci credere la dottrina.
    Precisiamo:
    Dio (Elyon) assegna i popoli, Dio (Yahweh) tiene per sé quel popolo, poi va a massacrare gli altri popoli per riprendersi quei territori che lui (Dio/Elyon/Yahweh) gli aveva assegnato…..questo è quello che vuole farci credere la teologia introducendo il concetto del mistero della fede!!!!!!
    Ma con la tranquillità più assoluta gli autori biblici volevano solo raccontare il loro rapporto, e tutto quello che ne è derivato, con Yahweh uno degli Elohim, il loro Elohim e lo stesso hanno fatto tutti gli altri popoli della Terra che ci hanno raccontato i loro contatti con i loro Elohim.
    Ma Mosè sapeva benissimo che Yahweh era uno dei tanti Elohim che governavano sulla Terra perché quando ha il famoso incontro con lui, non sapendo chi fosse, gli chiede: “Ma tu chi sei?” E Dio rispose con la famosa frase :”Io sono colui che sono”
    Ma è ovvio che una domanda del genere non si fa al Dio unico trascendente universale creatore di tutte le cose, perché è il Dio Unico!!!!
    Ma forse Mosè sapeva che non era così, ed inoltre ogni volta che Dio si presentava diceva: “Io sono il Dio (Elohim) di Israele” quindi si identificava come la divinità di un popolo preciso, facendo presupporre che gli altri popoli erano votati ad altre divinità (Elohim).
    Che vi fossero altri Elohim lo si può dedurre anche da altri fattori…per esempio che tutta la discendenza prima di Giacobbe era legata ad altre divinità.
    Tutti conosciamo Noè…. Noè ha tre i famosi figli SEM, CAM e JAFET…..il più importante è SEM dai quali discendono i “semiti” appunto.
    Sem ha un sacco di figli fino a che si arriva ad EVER dal quale discendono poi gli “Ebrei”!!!!
    Ever ha dei figli fino a quando si arriva a TERACH che ha tre figli: ABRAMO, NACOR e ARAN.
    Aran ha un figlio che si chiama LOT mentre Abramo ha un figlio che si chiama ISACCO che a sua volta ha due figli gemelli: ESAU’ e GIACOBBE.
    NOE’
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    CAM SEM JAFET
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    EVER
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    TERACH
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    ______________
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    NACOR ABRAMO ARAN
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    ISACCO LOT
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    ____________
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    ESAU’ GIACOBBE (Assegnazione di Jahweh)
    La Bibbia ci dice che Jahweh si doveva occupare di Giacobbe, degli altri discendenti non se ne doveva importare, e se noi leggiamo bene la bibbia vediamo che i nemici di DIO e del suo popolo eletto erano i: Moabiti, Ammoniti, Amalechiti, Edomiti, Madianiti.
    E sapete chi erano questi popoli?
    Moabiti, Ammoniti erano i diretti discendenti di Lot, nipote di Abramo;
    Amalechiti, Edomiti discendenti diretti di Esau fratello gemello di Giacobbe;
    Madianiti discendenti diretti di Abramo attraverso sua sorella;
    Yahweh con quel pezzo di famiglia che gli era stato assegnato, solo un pezzo non tutta la discendenza, si occupava di mandare i suoi a combattere contro zii, cugini e nipoti per strappargli i loro territori.
    Ma la domanda più curiosa è: chi si occupava degli altri?
    La risposta è sempre nella Bibbia in:
    Giudici 11:24 [24]Non possiedi tu quello che Camos tuo dio (Elohim) ti ha fatto possedere? Così anche noi possiederemo il paese di quelli che il Signore (Yahweh) ha scacciati davanti a noi.
    Chi parla è Iefte, comandante in capo delle forze israelite che sta combattendo contro gli Ammoniti e parla al re di quest’ultimi. Iefte non dice noi abbiamo Yahweh il nostro DIO unico, ma dice come voi possedete quelle terre che vi ha dato il vostro Elohim Camos, così noi possediamo quelle che ci ha dato il nostro Elohim Jahweh.
    Per Iefte, Jahweh e Camos sono assolutamente uguali e hanno gli stessi diritti sui popoli che governano, ma la teologia continua a dirci che Elohim è singolare e che è il Dio unico.
    Anche Giosuè, successore di Mosè, sapeva che Yahweh era uno dei tanti, difatti quando devono andare alla conquista della Terra Promessa questi riunisce i capi delle tribù per prendere una decisione.
    Giosuè 24:2,3 [2] “Giosuè disse a tutto il popolo: «Dice il Signore, Dio d’Israele: I vostri padri, come Terach padre di Abramo e padre di Nacor, abitarono dai tempi antichi oltre il fiume e servirono altri dei. [3] Io presi il padre vostro Abramo da oltre il fiume e gli feci percorrere tutto il paese di Canaan; moltiplicai la sua discendenza e gli diedi Isacco.”
    Analizzando il versetto:
    Giosuè 24:2,3 [2] “Giosuè disse a tutto il popolo: «Dice Yahweh (Signore), Elohim (Dio) d’Israele: I vostri padri, come Terach padre di Abramo e padre di Nacor, abitarono dai tempi antichi oltre il fiume e servirono altri Elohim (dei). [3] Io presi il padre vostro Abramo da oltre il fiume e gli feci percorrere tutto il paese di Canaan; moltiplicai la sua discendenza e gli diedi Isacco.”
    Qui Yahweh, identificandosi come sempre l’Elohim d’Israele, dice al suo popolo che i loro padri Terach, Abramo e Nacor, che abitavano oltre il fiume, cioè la Mesopotamia, servivano altri Elohim. Lui, Yahweh, prese con sé Abramo e lo condusse in terra di Canaan.
    Mentre Abramo decide di seguire Yahweh in altra terra, la sua famiglia rimane in Mesopotamia e continuerà a servire gli Elohim che governavano quel territorio, e questo è palese nella Bibbia
    Giosuè 24:14 “Temete dunque il Signore e servitelo con integrità e fedeltà; eliminate gli dei che i vostri padri servirono oltre il fiume e in Egitto e servite il Signore.”
    Analizziamo:
    Giosuè 24:14 “Temete dunque Yahweh (Signore) e servitelo con integrità e fedeltà; eliminate gli Elohim (dei) che i vostri padri servirono oltre il fiume (Mesopotamia) e in Egitto e servite Yahweh (Signore).”
    Qui Giosuè ci dice che oltre agli Elohim della Mesopotamia, c’erano anche quelli che governavano in Egitto, e vogliamo ancora parlare di plurale di astrazione?
    C’è Yahweh Elohim d’Israele, gli Elohim della Mesopotamia e gli Elohim dell’Egitto e questo viene raccontato tranquillamente nella Bibbia.
    Sappiamo che Jahweh quando fece uscire quelle persone dall’Egitto promise loro la cosiddetta “Terra Promessa”, un territorio che andava dal Nilo all’Eufrate….
    Ma non se lo sono mai sognato di poter andare a conquistare quel territorio lì, al massimo hanno cercato di conquistarsi dei territori a macchia di leopardo all’interno della terra di Canaan!!!!
    Ma sentiamo cosa ci dice la Bibbia a tal proposito:
    Giosuè 13:1 [1]Quando Giosuè fu vecchio e avanti negli anni, il Signore gli disse: «Tu sei diventato vecchio, avanti negli anni e rimane molto territorio da occupare.
    Ma vi rendete conto, Jahweh promette di dare la terra promessa al suo popolo eletto, e poi fa la ramanzina a Giosuè che è diventato vecchio, quindi che è passato troppo tempo, e ci sono ancora tanti territori da conquistare.
    Ma a proposito di questa promessa, di questa alleanza con il popolo israelita c’è una cosa curiosa da evidenziare:
    Deuteronomio 5:1-3[1]Mosè convocò tutto Israele e disse loro: «Ascolta, Israele, le leggi e le norme che oggi io proclamo dinanzi a voi: imparatele e custoditele e mettetele in pratica. [2]Il Signore nostro Dio ha stabilito con noi un’alleanza sull’Oreb. [3]Il Signore non ha stabilito questa alleanza con i nostri padri, ma con noi che siamo qui oggi tutti in vita.
    Capito? Mosè dice esplicitamente che l’alleanza Yahweh l’ha fatta solo con Giacobbe e la sua discendenza….mentre con i loro padri non ha fatto alcun patto!!! Tant’è che leggendo attentamente la Bibbia viene da pensare che l’Elohim che si rivolse ad Abramo non fosse Yahweh, ma un altro Elohim!!!!
    Difatti nella Bibbia in ebraico viene chiamato El Shaddai, che significa “El potente”e sembra che sia stato questo Elohim a farsi conoscere ad Abramo e discendenti, poi a seguito di quella divisione delle nazioni e delle assegnazioni, a Jahweh è stato assegnato quel pezzettino della famiglia che faceva capo a Giacobbe.
    Secondo alcuni studiosi addirittura pare che Jahweh sia stato il figlio minore di uno dei capi degli Elohim e dato che doveva farsi le ossa e dimostrare di cosa fosse capace, gli è stato assegnato quella precisa discendenza, mentre agli altri membri della famiglia sono stati assegnati altri Elohim!!!!

    • > ATTENZIONE: Yahweh dice “non avrai” e no “non esiste” che è molto diverso!!!

      STOOOOOP!
      perche’ interpreti invece di fare quello che dici di fare ovvero leggere QUELLO CHE E’ SCRITTO?

      Se io dico non avrai altri elohim al di fuori di me, logicamente parlando non implico che esistano. Ordino di non averne altri perche’
      1. non esistono
      2. esistono e sono falsi
      3. esistono e sono veri ed elohim non indica propriamente essere supremo, dio, ma genericamente signore, giudice o altro
      4. esistono e sono veri quanto me ma io voglio che tu non li segua

      Come si vede LEGGENDO QUELLO CHE E’ SCRITTO, abbiamo arbitrariamente scelto l’opzione 4 SENZA NEANCHE DISCUTERLA.

      Biglino = nuova religione. QED.

      Esempio idiota, se io so che c’e’ una strada a strapiombo senza biforcazioni diro a te non seguire alcuna svolta che ti suggerisce il navigatore. Intendo che ci sia una svolta? intendo che la svolta ti porti a destinazione?

      Se volete accendere il cervello troverete nello stesso post altre cose da discutere.

    • Antonio Guarino on

      Pero questo è impressionante tutto diventa chiaro.
      Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro
      delle figlie, 2i figli di Elohim videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per
      mogli a loro scelta. 3Allora il Yahweh disse: «Il mio Ruach non resterà sempre nell’uomo,
      perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni».

  5. Io credo che siano entrambi in malafede, sia Biglino che gli Ebrei. Credo che la Bibbia sia un racconto mitologico tipo l’Odissea, la versione ebraica di un’unica storiella nata con la stessa umanità. Poi, quando la prima unica comunità umana si disperse sulla Terra divenendo molteplice, ogni popolazione ebbe la sua storiella derivata da quell’unica originaria. In questo senso, se oggi riconosciamo la Bibbia e non l’Odissea (o qualsiasi altra storiella), lo si deve per lo più al caso.

  6. Sarei lieto di sapere se siamo esseri umani che discendono dai primati oppure apparteniamo ad un dio creatore! Sembra che biglino non abbia tanto torto perche’ oggi la bibbia può ‘ essere manipolata e interpretata ad uso e costume di tutti tutto questo mentre l’umanita’ attende un giudizio che sembra non arrivare mai volevo sapere qualcosa in merito grazie giuseppe modesto

  7. Massimo Losciale on

    Buonasera,mi chiamo Massimo e il suo articolo ha suscitato in me una certa perplessita’.Non conoscendo l’ebraico debbo fidarmi della buona fede di Biglino e dell’autore di questo articolo.
    Ho anche assistito alla conferenza che il Sig. Biglino ha tenuto insieme a degli esponenti delle varie religioni ,ufficialmente riconosciuti dai loro fedeli.
    In alcuni casi,direi i piu’ spigolosi,hanno quasi tutti concordato con le affermazioni di Biglino.
    E’ proprio da cio’ che nasce la mia perplessita’.Ora non so piu’ cosa credere….probabilmente dovro’ mettermi a studiare l’ebraico,perche’ non trovo esaurienti e decisive ne le posizioni di Biglino , ne le sue.Le sarei grato se potesse dipanare questa informe matassa.

    • Gianluca Marletta on

      Buonasera,
      per capire qualcosa delle SCritture (come di qualsiasi testo tradizionale), é necessario non solo conoscere la “lingua” con cui furono scritte ma, ancor di più, conoscere il simbolismo, la visione metafisica e la cultura di quel popolo. Altrimenti -come fa il Sig. Biglino- possiamo far dire ai Testi qualsiasi cosa.
      Le consiglio, come introduzione al mondo del simbolismo tradizionale, il saggio di René Guenon, “Simboli della scienza sacra”, Ed. Adelphi.

      • Si ma così fate diventare religione anche sto caxx di libro di Guenon, che per molte persone sembra Gesù Cristo.. perché non pensare che anche in quel libro ci siano scritte caxxate? O Guenon aveva la verità assoluta ?!?!

    • Attenzione! Biglino effettua un’ analisi “oggettiva”, egli dice: “traducendo quello che è scritto questo risulta”. Dunque l’ oggetto è questo: la traduzione in italiano, quale ad es. la Bibbia di Gerusalemme, è una traduzione errata in quanto alcune parole sono puramente inventate. Una cosa è una traduzione errata, un’ altra è una traduzione inventata. Un altro aspetto è l’ oggettività di cosa è riportato sulla Bibbia tradotta, Yahweh è qualcuno che chiede in olocausto bestime??? Ma dov’ è questo Dio di amore di cui parla la Chiesa? Dove l’ ha preso? Questo è l’ oggetto della manipolazione dei preti.

  8. ALFREDO STIRATI on

    Biglino segue pedissequamente Sitchin che si spaccia per sumerologo, ma che in realtà traduce dall’inglese testi che non sono di prima mano. Comunque, le interpretazioni di ambedue sono soggettive e fantasiose; soprattutto, risentono di una visione materialistica che nulla ha a che fare con la metafisica. La comparsa dell’uomo dotato di mente non è certo un processo attuabile con un’operazione d’ingegneria genetica, ma presuppone l’intervento di un elemento qualitativo di ordine superiore. Molto meglio, allora, rivedere la scena iniziale del film di Kubrik “2001 odissea nello spazio”, in cui nell’essere bruto si accende all’improvviso la scintilla della mente che lo rende diverso dal branco animalesco. Meglio ancora leggere testi teosofici, come l’Antropogenesi contenuta nella “Dottina Segreta” della Blavatsky, ispirata ad antiche tradizioni orientali. Le tesi di Biglino e Sitchin possono far presa solo su di un pubblico digiuno di ogni pur minima cognizione di metafisica, cosa del resto oggi diffusissima, visto il clima imperante di faciloneria, disimpegno ed ignoranza. Fraterni saluti!

  9. Vada per il plurale di astrazione, ma se ci sono più plurali di astrazione, il plurale arriva o no? Cioè se nella Bibbia c’è l’Elohim Yahweh e l’Elohim Chemos, si può dire che ci troviamo dinanzi ad una situazione di pluralità di plurali di astrazione?

  10. Francesco Rossi on

    Non occorre conoscere l’ebraico e come dice anche Biglino, non occorre andare alle sue conferenze, basta leggere la Bibbia.
    Dio, o gli dei, non è onnipotente: crea Adamo, lo mette nell’Eden, poi si “accorge” che gli animali non gli bastano e crea Eva. Ci mette intanto anche il serpente . Proibisce ad Adamo un frutto che poi Adamo ed Eva dietro tentazione del Serpente mangiano, così li fa cacciare via. E’ un po’ distratto e non prevede il futuro.
    Poi dopo un po’ si accorge che l’umanità è malvagia e manda il diluvio. La poteva fare un po’ meglio, no? L’onnipotente.
    Nell’Esodo manda le piaghe per convincere il faraone liberare gli Ebrei e al tempo stesso “indurisce” il cuore del faraone affinché non li liberi, di modo che poi, mandando le piaghe d’egitto e compiendo altri atti criminali, possa dimostrare agli Egiziani quanto è potente…anche stronzo.
    E così via, divertiteti a leggere la Bibbia, qualunque versione va bene.
    Tuttavia tutto ciò non sminuisce il valore spirituale che ci viene da certi messaggi dell’Antico Testamento e del Vangelo anche se questi sono solo una elaborazione umana. I comadamenti hanno valore universale, “ama il prossimo come te stesse” “chi è senza peccato scagli la prima pietra” e mille altri passi ci danno valori morali universali e insegnamenti spirituali.

    • Gianluca Marletta on

      Ti invito a riflettere davvero e a conoscere l’autentico pensiero tradizionale e metafisico. Leggi Guenon, Coomaraswamy, lo stesso Schuon e poi capirai il senso profondo di certe cose.
      Altrimenti leggere la “lettera” di un Testo Sacra (sia esso la Bibbia o qualunque altro) non ti servirà a nulla

      • Francesco Rossi on

        La spiritualità esoterica di Guenon che si è convertito all’Islam e avvicinato ai Sufi e quella di Schuon che è andato a cercare la spiritualità tra i nativi americani è altra cosa, è quella che per me è la vera spiritualità, la ricerca di qualcosa che è più grande di noi e l’avvicinamento a esso, ma le parole servono a ben poco per descriverlo.
        I cosiddetti testi sacri sono miti: storie inventate attorno a un nucleo di verità. Allora la Bibbia è equivalente alla mitologia greca e romana o a quella indiana, a quella azteca e degli indiani d’America. Nè più nè meno. Tante sono le vie che portano a Dio (o agli Dei) quanti sono i cuori degli uomini. A ognuno il suo percorso, consentendo a ognuno di avere il proprio.

    • > E’ un po’ distratto e non prevede il futuro.

      “Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate.”

      “Prima che il gallo canti…”

      E di questi versi, come rendi conto?

      O la bibbia si smentisce da sola, e allora chiunque puo’ scegliersi le parti che gli piacciono e non puo’ smentire con questo gli altri, oppure c’e’ qualche altro modo di leggere antico e nuovo testamento in continuita’. Accendere il cervello pls.

  11. ….da sempre valgono le interpretazioni personali difronte a qualsiasi lettura, giuste o sbagliate che siano…

  12. Salve a tutti…. sono stato testimone di geova per 25 anni…. poi ho scoperto che sono una setta sfasciafamiglie e basta…. quindi, ho ripreso a studiare la religione dei miei genitori e stavo persino diventando Diacono della chiesa cattolica…. per fortuna, mi sono imbattuto tramite internet, nella spiegazione molto plausibile di Biglino. Capisco che per molti possa risultare scandalistico ciò che afferma, e per alcuni, egli sia solo un pagliaccio ma…. ho letto altre fonti storiche, politiche e sociali e…. sebbene ce lo nascondano, gli extra terrestri, sono ormai una realtà inconfutabile. C’è un detto… non fare come lo struzzo che nasconde il muso nella buca per non vedere il pericolo! Anche se è solo una parabola… aprite veramente gli occhi tutto voi, mondo religioso… la realtà può far male, come a me ha fatto male ma… preferisco soffrire una realtà che illudermi e rimanere poi deluso per aver seguito un sogno utopistico! Shalom a tutti.

  13. Anche loro si inventano le regole (il plurale di astrazione è inventata proprio per storpiare il termine elohim), così come danno significati simbolici al bruciare della carne… tutto inventato. Se è per questo potrebbe anche significare che si facevano canne o bistecche, si potrebbe far dire qualsiasi cosa alla bibbia inventanto significati suffragati dal nulla, e simbolismi.

  14. Grazie dell’articolo, ma tanto si sapeva già chi è Biglino.. un massone anticristiano.. e queste pecore gli vanno dietro solo perché sentono la parola “alieni” senza indagare su chi è quell’individuo.

    Un bel cappello di carta stagnola e rinchiudevi in una grotta con le fantasie spaziali del falsario, che si fa i sacchi con i libri venduti.

    Per di più Biglino dice che gli angeli erano dei robot. Come mai non trovo il quadro di Terminator in chiesa?

  15. La regola del plurale di potenza, eccellenza o astrazione è ben conosciuta e riportatata in tutte le grammatiche di ebraico. Si tratta del plurale che i grammatici ebrei chiamano
    רבוי הכחות
    plurale di potenza o di virtש. Cito quasi a caso fra le grammatiche più conosciute dal 1700 ad oggi:
    W. Gesenius, Hebrew Grammar, Oxford 1910, p. 398;
    S. Mal, Diqduq hal lason ha-ivri das ist Hebraische Spachlehre fur hohere und niedere schulen, Monaco 1834, p. 186;
    Mayer Lambert, Traité de grammaire hébraïque, Parigi 1931, pp. 86 – 87.
    P. Jouon S.J., Grammaire de l’hebrew biblique, Roma 1947, p. 416.
    A. Meyrowitz, Hebrew Grammar, New York 1977, p. 34.

  16. Volevo chiedere a qualcuno di voi”ho forse io non ho capito bene”quello di annusare l’odore dei neonati o di esseri umani “era una cosa simbolica o veramente e materialmente degli umani venivano sacrificati per estirpare i peccati?grazie se qualcuno saprà dare una risposta .

  17. Che significa il termine olham?biglino dice che non c’è il concetto di eternità nella bibbia”è cosi?grazie

  18. Naturalmente, nella Bibbia non si annusa un bel niente! Anche se, a differenza di molte altre “traduzioni letterali” di Biglino, qui il significato del verbo non è totalmente inventato, in qualsiasi traduzione, letterale per quanto si voglia, occorre tenere conto delle regole della grammatica. Heriach, il verbo che si trova nella Bibbia ed a cui fa riferimento Biglino, deriva da un verbo ruach, peraltro in disuso, che significava l’atto di far entrare aria dalle narici, quindi respirare ed anche annusare. Tuttavia, Heriach è una forma derivata (forma Hiph’il). Le forme derivate, in ebraico come in arabo, sono delle variazioni della radice che modificano il significato del verbo. La forma Hiph’il, in particolare, esprime il causativo del verbo, quindi ciò che spinge ad annusare, ovvero il sentire un profumo o un odore (prevalentemente buono). Ed è precisamente questo il significato che si ritrova in un qualsiasi vocabolario di ebraico. Può significare ancora fiutare, ed anche, metaforicamente, percepire e ancora più estensivamente, toccare. Non significa propriamente annusare, né avrebbe senso, perché è una forma causativa e annusare, non fa annusare. Del resto, basta collocare il verbo nei contesti in cui compare, per rendersi conto che, non solo un tale significato non appartiene a quel verbo, ma, anche qualora glielo si volesse dare per estensione (tutt’altro che letterale), i passi in cui compare non potrebbero nemmeno assumere un senso convincente. Ad es. quando Adonai in Levitico, 26.31, dopo aver minacciato di rendere desolata la terra del Suo popolo e abbandonare i suoi santuari, dice we lo ariach bereach nichochakem, la frase vuol dire “e non sentirò più il profumo dei tuoi aromi”. Tradurre qui ariach con “annuserò” ha un carattere evidentemente fuori senso ed anche un po’ caricaturale. La medsima cosa in Gen. 8.21; oppure, nel Salmo 115, dove si dice che gli idoli hanno orecchie e non odono, occhi e non vedono, sarebbe piuttosto grottesco tradurre, hanno nasi e non “annusano”. Tra l’altro, l’originario verbo ruach, per colmo di ironia, deriva dalla stessa radice di Ruach, spirito, quello che Biglino dice che indica un “oggetto pesante che si muove nell’aria” e dunque un’astronave, anche se qui sembra essersene dimenticato.
    Il significato simbolico poi certo c’è e discende proprio da quel legame con ruach, lo spirito di cui reach, il profumo è un simbolo. Così come ciò che è visto dall’occhio divino esiste in quanto è visto, e non è visto in quanto esiste, come nel caso dell’occhio della creatura, così l’avvertire il profumo da parte di Dio, realizza nell’uomo il suo stato spirituale, anziché esserne la conseguenza. Tanto è vero che 218 che è la gematriah di reach, lo è anche di beTsalmenu, “Nella nostra immagine”, l’Immagine divina che è riflessa nell’Uomo, e di Beriah, il Mondo spirituale.
    Anche per quanto riguarda il discorso sull’eternità, Biglino presenta le cose esattamente alla rovescia della verità. In realtà, è il pensiero moderno che non conosce la vera idea di eternità. Tutto quello che ordinariamente si intende per eternità, ad es. in italiano, è una durata più o meno interminabile nel tempo. Questa idea è presente ovviamente anche nel pensiero delle civiltà tradizionali e corrisponde alla perpetuità. In ebraico, è espressa, dalla parola ‘ad. Benché anche questa parola, per il problema delle lingue occidentali che ho appena riferito, venga abitualmente tradotta con eternità anche nei comuni vocabolari di ebraico, essa indica invece la perpetuità o perennità, perché deriva da una radice che indica il perdurare e dunque, comunque un divenire. La vera eternità è invece quella che va oltre il tempo, così come oltre qualsiasi concetto di successione e di durata, dovendo essere riferita alla totale simultaneità di ogni cosa nell’eterno presente metafisico. La vera eternità è significata in ebraico fondamentalmente da due parole e da vari loro derivati: ‘Olam e Netsah. La prima ha un fascio molto complesso di significati simbolici. Il suo primo significato è, infatti, legato al segreto nascosto in tutte le cose, la Suprema Realtà metafisica, da una radice che significa nascondere, celare. Significa, dunque, la Totalità stessa, di cui la perfetta simultaneità di tutte le cose, ovvero l’Eternità, non è che un aspetto. Poiché significa la totalità, può anche servire a designare tutto ciò che, in una prospettiva più limitata, della totalità e possibile cogliere e dunque un particolare mondo o stato di esistenza. Perciò significa anche ‘mondo’. Tuttavia, il fatto che ‘olam haAziluth designa il Mondo dei Principi metafisici, ci assicura che il suo significato va oltre la creazione e dunque ben oltre qualsiasi stato in cui possa essere questione di una totalità relativa soggetta ad una qualsiasi successione. Come tale, può designare pure l’Origine prima di ogni realtà e, per connessione simbolica, l’antichità originaria. L’espressione le ’olam perciò indica ciò che si pone rispetto a tale prospettiva di totalità/simultaneità ed è il modo più esatto possibile, oltre che bello, per esprimere il concetto vero di eternità, quello che gli uomini moderni, generalmente, non sono capaci di concepire.
    Quanto a Netsah, significa il superamento del limite che è la causa del divenire ed è per questo che oltre che vittoria, in senso sacro e metafisico (si tratta della settima sephirah), significa costanza e forza e, nuovamente l’eternità.
    Vi è anche un’espressione analoga che, per una specie di gioco di parole simbolico assomiglia ad uno dei derivati di ‘olam, ‘olemut che, in ebraico postbiblico, significa ancora eternità. Questa espressione e ‘al-mut, oltre la morte, che esprime nuovamente il medesimo concetto.

  19. Figlio di dio on

    Il padre non ha scritto nulla. Dovete aver paura degli uomini non di dio. Il padre giudicherà colui che giudica con il metro che ha adoperato.

  20. Questo post parte dal presupposto che biglino narra di interpretazioni più che traduzioni e pone gli ebrei come quelli che possono (solo loro) capire il testo biblico, escludendo che i racconti biblici ebraici sono oramai ben documentati in altri testi più antichi della bibbia. Concludendo questo è un post di parte non d’informazione imparziale.

  21. sodinonsapere on

    Non so se vi sia chiaro che molti poveri “disgraziati” (nel senso letterale di=senza Grazia) diventa difficile “credere” in alcunché… Non solo è arduo credere in ciò che afferma Biglino… ma anche a chiunque si ponga a tradurre la Bibbia… Ebrei, cattolici, protestanti, ortodossi e via discorrendo… Qui ho letto di tutto in poche pagine… La versione dell’ebreo, quella del fariseo, poi c’è anche il sadduceo, il raeliano, il bigliniano…, il cristiano cattolico, il Testimone di Geova (pardon “ex”)… il relativista, il fondamentalista-integralista… il teosofo… il cabbalista… il miscredente, l’agnostico, il metafisico non meglio identificato… Ma se è così, forse ha ragione davvero chi si dà all’ippica… e non per debolezza di mente o per questione di superficialità… Sì d’accordo, ognuno è libero di pensarla come vuole e come ritenga più giusto. Ma la “verità”? E qui mi viene in mente il Povero bistrattato Ponzio Pilato… A suo tempo, da giovane, lo scrivente si era avviato a studi teologici, in verità, quasi subito trascurati… per via di mille vicissitudini personali e dolorose sofferenze… Pian piano ho gettato via quasi tutti quei libri… Ho letto qualcosa di Guenon… uno dei tanti studiosi… Gurdjeff… M.me Blavaskij… Ma come potete pretendere voi dottissimi, che i “poveri cristi”… i più bisognosi di “salvezza” e di “fede” possano essere al contempo: teologi, filosofi, filologi, teosofi, cabalisti, conoscitori dell’antico ebraico, della letteratura rabbinica… Midrash, Talmud ebraico e babilonese e non so che altro… Per conto mio, domani getterò un’altra carrettata di libri teologici e pesino pseudo tali… Perdonatemi se vi ho tediato con il mio povero e delirante intervento… In realtà, forse, i più sensibili si renderanno conto della velata disperazione dietro le mie parole… e il senso di sfiducia che mi prende il cuore. Che Dio, il Vero Dio, se ne esiste uno, ci illumini tutti… o altrimenti che la ratio di cui tutti siamo probabilmente dotati ci conduca sulla retta via.
    Un ignorante tra ignoranti.

    • Gianluca Marletta on

      Buonasera,
      i libri possono servire (Guenon é molto utile, ma anche Schuon, Coomaraswamy, ecc.), ma un cammino spirituale é altra cosa. Quello non si può fare “a colpi di libri”, ma bisogna iniziarlo e praticarlo. Con l’aiuto dello Spirito e seguendo la vocazione che ci é stata messa nel Cuore.

  22. Mio Dio! Inteso come espressione di stupore…
    Ho letto tutto ciò che avete scritto e ad ogni commento esce un’idea diversa, un collegamento ad un libro o ad uno scrittore che se non hai letto sei uno sfigato… condivido quanto detto da SODINONSAPERE, davvero vi aspettate che tutti si mettano a leggere cataste di libri per capirne uno solo?
    Sono anche io un ex Testimone di Geova, e ho letto la bibbia alcune volte, esercizio per ricordare meglio i vari passaggi e versetti e per avere più manualità nel sfogliarla per poterne parlarne ad altri, ed una cosa mi era chiara allora, cioè che la bibbia si spiega da sola, senza l’ausilio di mille dottori in scienza della comunicazione, teologia, filologia e quant’altro che ce la spieghino, del resto se Dio avesse voluto scriverci non lo avrebbe fatto in maniera che noi lo capissimo?
    Sarebbe ASSURDO pensare il contrario, no?
    Sarebbe come se scrivessi una lettera ad un mio ipotetico figlio piena di allusioni, doppi sensi, allegorie ed astrattismi che lui, per età, conoscenza, studi e intelligenza, non potesse capire… a cosa sarebbe servita se non a confonderlo?
    Pensate… o Dio, o chi per esso, si sta prendendo gioco di tutti noi oppure molto più semplicemente, la bibbia va letta per quello che è, di certo non le varie traduzioni edulcorate ed adulterate che nei millenni si sono susseguite che fanno diventare ancora più arduo questo compito. Io personalmente credo che la bibbia sia un libro che racconta la genesi e l’esistenza della razza umana sottoposta a giochi di divinità, le vogliamo chiamare “Elohim”, “Alieni”, “Qualcosa”… fate voi, quindi costoro si dividono il potere sulla terra e fanno con i loro sottoposti ciò che ogni Re, Imperatore, Führer o Duce, farebbe col suo popolo, ovvio oggi i Governi non possono uccidere come ai tempi biblici, ma sotto traccia succede anche quello, guardate ciò che avviene in tutto il mondo politico odierno.
    Se Dio esiste, troverà il modo di far scoprire tutte le false e contorte idee diffuse sul suo, presunto, libro togliendo quelle che Blignino chiama coperte di mistero, ovvio… se esiste…

  23. io sono d’ accordo con il sig. Marletta, le esperienze con Dio sono molto personali, e’ inutile discutere su queste cose, personalmente sto leggendo l’ avangelo come mi e’ stato rivelato di maria valtorta, devo dire che mi ha aperto un mondo, lo consiglio a tutti si trova anche in versione pdf gratuita on.line
    vi auguro ti trovare cio’ che cercate.

  24. Che ridere. In pratica bisogna scegliere tra una traduzione della Bibbia che cerca di dare un senso alla sua stessa esistenza, e un mucchio di ebrei che usano la grammatica per dire che la Bibbia parla di Dio. Hahahah! Che degrado! Svegliatevi, probabilmente, a prescindere dalla traduzione più o meno precisa, la Bibbia racconta davvero di contatti con altre specie, sopratutto a fronte del fatto che certi eventi trovano parallelismi con culture che non sono mai entrare in contatto tra di loro. Ragionate invece di attaccarvi a minchiate pur di salvare le vostre ridicole convinzioni

    • Il problema di internet è che consente a chiunque di parlare senza averne alcuna competenza per farlo: anche alle teste di minchia per le quali la Scrittura (che è una delle due fonti della Rivelazione, l’altra essendo la Tradizione) rimanderebbe a contatti ufologici. Dovevamo aspettare millenni perché l’ultimo minchione ci venisse a spiegare cosa dice la Bibbia! Come diceva il principe Antonio De Curtis: ma mi faccia il piacere!

      Luigi (non l’altro della minchiata qui sopra)

    • …e bla, bla, bla….Tu ci dici che “la Bibbia racconta davvero di incontri con altre specie”…Vero. Infatti è Cristo è l’Altra Specie…ma tu bla, bla, bla, lo hai mai “incontrato”? Hai compreso la sua Via, la Sua Verità, la Sua Vita? O te la canti e te la suoni con il manuale delle giovani marmotte della rete?…
      CHI SA NON PARLA E CHI bla, bla, NON SA.

  25. giovanno ippolito on

    Viene spesso riportato il termine edna che vuol dire palesemente aserte. Questo mi meraviglia molto, anche perché nella versione ed. Paoline del 1992, in una nota, (147), viene chiaramente indicata cime rea per aver ascoltato quanto detto con chiarezza Biglino lo riporta con enfasi e ga bene ma resta invariata la portata antilessicale dell’interpretazione.

  26. resta il fatto che il dio biblico, ammesso che nella Bibbia si parli di lui, è un dio di merda: guerrafondaio, violento, sempre indispettito, vanesio, geloso, rancoroso, vendicativo fino all’ eccesso. Che ci avrebbe insegnato questo dio? che non dobbiamo perdonare, che dobbiamo impadronirci delle terre degli altri, che le donne gli anziani ed i bambini non vanno rispettati, ed infatti lo vediamo a cosa porta seguire questo dio, il pianeta brucia da tutte le parti, ovunque focolai di guerra, sgozzamenti persecuzioni nel nome di dio e dei suoi omologhi chiamati in altro nome. Meglio Buddha, la compassione, la ruota del Dharma, la responsabilità personale, l’identità della parte interiore dell’ uomo con gli eventi esteriori,riformare l’ interiorità aggressiva per portare pace nel mondo.

  27. Karl Marx disse che le religioni sono l’oppio dei popoli e non si sbagliava.E’ ovvio che la contemporaneita’ della nascita delle religioni in tutto il mondo,sembra dettato da un progetto globale, per non parlare delle migliaia delle religioni arrivate al tempo di oggi. Biglino dice bene,indipendentemente dall’entrare nel merito dei testamenti, che nei luoghi dove si nasce si viene etichettati con quelle tradizioni(religiose) del luogo,ritenendo tali quelle vere. La domanda nasce spontanea, quale e’ la religione vera sulla terra? La verita’ e’ che noi crediamo veri e senza ombra di dubbio dei libri , vecchio e nuovo testamento, che sono stati scritti ,non si sa’ da chi , peraltro manipolati e riscritti piu’ volte e poi davanti a scoperte archeologiche che attestano senza ombra di dubbio che sulla terra vi sono state razze aliene alziamo veli di dubbio?L’uomo dovrebbe credere principalmente su se’ stesso per fondare delle societa’ consapevoli, ma forse non siamo ancora maturi per farlo.

  28. Le religioni sono nate quando furbacchioni hanno capito che l’uomo ha paura della morte e loro potevano ottenere privilegi spacciandosi per mediatori con dio, la panzana aggiustata popolo per popolo ha insozzato l’umanità deprivandola di ogni possibile capacità di verità. Se Dio esiste non è niente di quello che ci hanno raccontato questi individui cialtroni e fannulloni. A dirla tutta penso che a Dio abbiano fatto un pessimo servizio e la mia titubanza anche su di lui sta nel fatto che lo ha permesso. La vita umana è già troppo drammatica per permettersi il lusso di essere aggravata da dettami religiosi scellerati, miranti a sollevare sensi di colpa e di inadeguatezza. Ne ha ammazzati più la religione della peste, è tempo di capire che dobbiamo essere solidali e rispettosi di tutto ciò che siamo e che è intorno a noi. Il resto non conta ed è ora che finisca.

  29. Trovo ancora utile formulare qualche riflessione su questa davvero interminabile lista di “commenti”. L’argomento “Biglino” mi pare prestarsi a meraviglia alle considerazioni che seguiranno, anche se si vedrà subito che esse possono essere facilmente generalizzate a molti casi simili su blog che trattano certi argomenti che per qualche ragione che qui non è il luogo di indagare, risultano “sensibili”.
    E’ facile capire che un blog è pensato, fin dall’inizio, come una specie di “lavagna” su cui ognuno può scrivere un po’ qul che gli pare (sperabilmente, nei limiti della buona educazione e del rispetto per il prossimo). Ed è facile allora anche immaginarsi che, ben presto, lo spazio dei commenti diventi alquanto simile ad una superficie coperta di frasi disordinate, in gran confusione e pressapoco illegibile.
    Se questo sta nelle “regole del gioco”, però, non si può neppure impedire a qualsiasi persona di buon senso di porsi alcune domande quasi inevitabili. La prima è quali siano in generale le possibili motivazioni di chi si cimenti a scrivere qualcosa nel citato “spazio per i commenti”. Mi sembra (ma potrei tranquillamente sbagliarmi) che dette motivazioni non possano appartenere a più di tre generi:
    1) cercare di convincere, con buone argomentazioni, i propri eventuali interlocutori, della giustezza della propria opinione;
    2) esprimere un proprio stato emotivo;
    3) confondere il più possibile le acque per impedire che la bonta di alcune argomentazioni o alcune informazioni emergano.
    Ad ogni modo, chi si ponga solo o prevalentemente il primo obiettivo e non si ponga assolutamente il terzo, non può sperare di raggiungere lo scopo se non curandosi di provare puntualmente ed una per una le proprie affermazioni. Ora “provare”, non significa pretendere di fondare ciò che si dice su asserzioni a loro volta indimostrate. Non significa nemmeno riaffermare o negare la stessa cosa in un modo diverso dal precedente, o attaccare il proprio interlocutore o dire che ciò che questo ha detto non è vero e che, invace, ciò che ha detto quell’altro e senza dubbio verissimo. “Provare”, significa cercare di fondare le proprie affermazioni con un ragionamento preciso, che muova da dei fatti che, quanto meno, siano già accettati come veri dai propri interlocutori. Fuori da questo modo di procedere, si ricade inevitabilmente nel punto 2) o nel punto 3).
    Vista così, la questione qui tanto discussa è semplicissima. C’è una lingua (l’ebraico) che è stata parlata per millenni ed è tuttora parlata da molte persone (diciamo diversi milioni, contando tutte le generazioni) e che è stata letta, tradotta e scritta diffusamente da moltissimi esperti e studiosi della più varia estrazione e convinzione. Ad un certo momento, arriva un tizio che dice che le parole di quella lingua non hanno il senso che gli hanno attribuito e tuttora gli attribuiscono i milioni di persone che la parlano, ma un senso del tutto diverso che ha a che fare con certi misteriosi e crudeli alieni. Il che sarebbe ad es. come dire ad un italiano che quando dice “casa”, non vuole dire, come lui e tutti coloro che parlano la sua lingua hanno sempre pensato, quel che gli inglesi dicono con “house”, ma quel che invece viene in inglese significato dalla parola “spaceship”.
    Qualunque persona di buona fede che intenda seriamente provare che quel tizio dice il vero ha una sola cosa da fare: citare, con autore, titolo e testo per esteso fra virgolette, un dizionario (o, meglio ancora, più di uno) che dica che quella parola significa esattamente quel che il tizio di prima dice che dovrebbe significare, in modo che ciascuno, se vuole, possa andare a controllare. Analoga cosa dovrebbe essere fatta con una grammatica o una sintassi per questioni come plurale/singolare ed altre facezie del genere. Se non lo può fare, si faccia una ragione del fatto che nessuna persona avveduta può credergli.
    Propongo adesso un semplice esercizio che si può fare con questa lista di commenti come con molte altre che compaiono sui blog in merito a questo genere di tematiche:
    1) copiare accuratamente su un editor di testi tutti i commenti qui sotto;
    2) provare a catalogarli in base alle tre diverse categorie che ho elencato sopra (secondo il proprio personale buon senso e senza alcuna pretesa di emettere giudizi assoluti e definitivi)
    3) separatamente, disporli in una diversa lista in ordine rigorosamente cronologico
    4) confrontare la lista di cui al punto 3, con gli elenchi per categoria di cui al punto 2.
    Prometto grandi benefici e risultati mirabolanti a chiunque si cimenti in una simile pratica; e scoperte alquanto inaspettate. Per esempio, si scoprirà che, così facendo, nulla si perde di un qualche filo logico (che non c’è), ed anzi si scoprono connessioni formali che prima forse non si notavano, nel senso che, in genere, il commento successivo, non è affatto una argomentazione in merito a quanto detto da quello precedente, ma piuttosto una “reazione”, che si limita a rifiutare o approvare genericamente questa o quella tesi.
    Così, fra uno e l’altro dei commenti isolati, che argomentano più o meno validamente qualcosa, si aprono lunghe file di interventi il cui solo significato, in fin dei conti, è solo “si”, oppure “no”, o “di nuovo, si”, oppure, “di nuovo, no”.

  30. Biglino si è inventato un mestiere quello di scrittore.
    Biglino sbaglia, però una cosa è certa, la Bibbia non parla di Dio!
    Marcione nel II secolo d.C. era convintissimo, fu emarginato dal cristianesimo vincente.
    Marcione affermava che il Dio della Bibbia era il Demiurgo o Satana.
    Aveva torto?
    Biglino una cosa dice in verità, la Bibbia è un racconto di guerre, stragi, è un libro che non mette l’amore al primo posto un esempio su tutti
    [2Re 2:23-24

    Alcuni ragazzi beffeggiarono Eliseo, dicendogli di salire e chiamandolo calvo, per cui Eliseo li maledisse nel nome di Dio. Poi due orse uscirono dal bosco e sbranarono 42 dei ragazzi.]
    Assurdo!!!

    Girolamo, per studiare l’ebraico passo anni in quei luoghi dove si parlava ancora quella lingua, con maestri dell’epoca, avendo accesso a fonti antiche, fonti che oggi i traduttori non hanno!
    Oggi chi asserisce di essere più bravo di Girolamo (vissuto 16 secoli fa), o di scrisse la Bibbia del LXX, non può dimostrare di essere più bravo.
    Ecco cosa scrive Girolamo dell’ebraico:
    « Io, infatti, non solo ammetto, ma proclamo liberamente che nel tradurre i testi greci, a parte le Sacre Scritture, dove anche l’ordine delle parole è un mistero, non rendo la parola con la parola, ma il senso con il senso. Ho come maestro di questo procedimento Cicerone, che tradusse il Protagora di Platone, l’Economico di Senofonte e le due bellissime orazioni che Eschine e Demostene scrissero l’uno contro l’altro (…). Anche Orazio poi, uomo acuto e dotto, nell’Ars poetica dà questi stessi precetti al traduttore colto: “Non ti curerai di rendere parola per parola, come un traduttore fedele” »
    (Epistulae 57, 5, trad. R. Palla)

    a parte le Sacre Scritture, dove anche l’ordine delle parole è un mistero
    L’ordine delle parole è un mistero?
    La cultura di Girolamo è definita ciclopica, eppure asserisce:a parte le Sacre Scritture, dove anche l’ordine delle parole è un mistero
    Non c’è Dio nell’antico testamento, su questo Biglino ha visto bene, avrà letto Marcione!

    • Nel ringraziarLa per aver colto il mio invito ad una argomentazione seria, provo a rispondere alle Sue osservazioni.
      Parto, per esigenze espositive, dalla fine: come dovrebbe suggerirLe il riferimento finale che Gerolamo fa ad Orazio, che certo non parlava della Bibbia, il problema della traduzione, specie di testi profondi e difficili, esiste certamente, ma non è esclusivo dell’ebraico, ma proprio di qualsiasi lingua. Certamente, nel caso dell’ebraico antico, certi passi possono essere davvero difficili da tradurre, ma, un conto è questo, un conto è cambiare completamente il significato delle parole e dargli un senso completamente diverso da quello che tutti coloro che parlano quella lingua concordemente fanno. Se una persona che parla solo Swahili chiedesse a me e a Lei di tradurgli le righe che ho appena scritto, probabilmente, daremmo delle versioni che per lo Swahili sarebbero un poco diverse. Se poi si trattasse di tradurre la Divina Commedia, potremmo anche divergere grandemente sul significato effettivo di alcuni passi. Ma non credo proprio che né io, né Lei, arriveremmo a raccontargli che “Nel mezzo del cammin di nostra vita”, significa “Nel mentre mi accingevo a salire su un’astronave”!
      Se avessimo spazio, poi, potrei documentarLe ampiamente quali erano le “difficoltà di traduzione” di Gerolamo e vedrebbe che non avevano nulla a che fare con il discorso fatto da Biglino. Questo è il secondo punto essenziale del discorso: quando Gerolamo fa riferimento al mistero esistente anche nell’ordine delle parole, parla da uomo antico: il senso a cui fa riferimento è un senso simbolico e nascosto, per cui il problema non era affatto nel senso letterale, ma in quello metafisico. Sono proprio i passi simili a quelli che Lei ha citato (anzi ve ne sono di ben più singolari) che ponevano in difficoltà i traduttori. Si tratta di passi il cui significato letterale è spesso molto chiaro ( e non aveva nulla di spaziale o tecnologico), ma che contravvenivano persino al senso comune di un uomo dei primi secoli del cristianesimo (figurarsi a quello di un uomo di oggi). La reazione era però molto diversa: un uomo antico prendeva questo fatto come una sfida alla propria comprensione e si sforzava di dare un senso a quello che non capiva, rassegnandosi qualche volta, persino a non trovarlo, dichiarandosi ignorante. L’uomo moderno che è invece (di solito subcoscientemente) convinto di conoscere ogni cosa, ne conclude semplicemente che il senso non c’è e che deve trattarsi sicuramente di una cosa proveniente dagli alieni che (sempre nel suo subconscio) rappresentano evidentemente l’unica cosa che ammette di non conoscere.
      Questo è il terzo punto: posso convenire facilmente sul fatto che la Bibbia dell’antico testamento non parla di nulla che Lei e la maggior parte degli uomini di oggi sarebbe disposta ad identificare con Dio. Ma Lei è davvero convinto che ne segua inevitabilmente che non parla di Dio? L’unico concetto di Dio lecito, anzi, addirittura, possibile, è quello che gli uomini di questo tempo possono ammettere come tale? A tal punto che, posto che Dio esista, dovrebbe essere necessariamente come è disposto a immaginarlo il pensiero comune di oggi?
      Come è stato già notato, Biglino sfrutta questo modo di pensare, tutte le volte in cui ritiene di trovarsi di fronte ad un pubblico abbastanza consapevole, da non cadere nella trappola delle sue pseudotraduzioni, e lo usa in massima parte in alternativa ad esse.
      A mio avviso, qualunque cosa se ne pensi, l’Antico Testamento dovrebbe essere letto tenendo conto che esprime un modo di pensare estremamente diverso da quello degli uomini di oggi. Può, a questo punto, essere accettato o respinto, ma quello che è certo, è che il fatto che non sia accettato dal modo di pensare odierno non significa affatto che non parli di Dio, ma solo che non parla dell’idea di divinità che gli uomini di oggi si fanno (quando se la fanno).
      Marcione era uno dei tanti, diffusi nei primi secoli del cristianesimo, ma anche dopo, che pensavano che i cristiani dovessero staccarsi completamente dalla tradizione ebraica. Per prima cosa, occorre anche un po’ di prudenza: i suoi scritti non ci sono pervenuti, conosciamo il suo pensiero solo dai suoi avversari che tendevano naturalmente a radicalizzarlo al massimo. In ogni caso, lui, come diversi gnostici, vedeva nel Dio dell’Antico Testamento un dio inferiore, che era responsabile di una creazione piena di male. Questa idea, però, non ha nulla a che vedere con problemi di traduzione, ma solo con una diversa visione del mondo.
      Non so, perciò, se Biglino abbia letto Marcione (o meglio, quello che i suoi avversari cristiani raccontano di lui), ma sono sicuro che se lo ha fatto, non era è stato comunque in grado di comprenderlo. Lo dico, beninteso, senza nessun intento offensivo o polemico: per comprendere un pensiero che risale a molti secoli fa o che si situa in area culturale molto lontana , occorre essere disposti ad ammettere che esistano e siano esistiti uomini che avevano (o hanno) una visione del mondo estremamente diversa dalla propria e, persino, che quella visione del mondo potrebbe anche cogliere qualcosa della realtà, qualcosa che noi stessi non siamo in grado di vedere, per quanto essa possa sembrarci assurda, incomprensibile e financo repellente. Occorre essere disposti ad immaginare, persino, che forse, visti da quegli uomini, che, evidentemente, hanno per secoli venerato, studiato, ruminato a memoria, quel testo, che in non pochi casi sono anche morti ed hanno subito il supplizio per difenderlo o che hanno, cosa curiosa, trovato conforto in esso, forse saremmo noi ad apparire assurdi, incomprensibili ed assai repellenti. Chi avrà ragione?
      Credo che nessuno debba affrettarsi a fornire una risposta.

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