//
you're reading...

Miti moderni

Gli EBREI rispondono a BIGLINO

Ormai da anni, migliaia di persone sostengono con entusiasmo le ipotesi del Sig. Mauro Biglino, che nei suoi libri, a partire da (lui afferma) accurate traduzioni dall’ebraico, ci assicura che la Bibbia non parlerebbe né di Dio né di questioni religiose, ma sarebbe il resoconto di antiche visite di “extraterrestri”. Ma cosa ne pensano gli Ebrei di madrelingua delle sue traduzioni e, soprattutto, delle sue interpretazioni di termini come Elohim, Kavod, Ruach?

Qui di seguito, alcuni interessanti passaggi tratti dal forum ebraico:

http://consulenzaebraica.forumfree.it/

Molto ragionevolmente, gli autori del forum invitano  “le persone che ascoltano e leggono Biglino di non ragionare con la sua testa, ma di ragionare con la loro testa e di porgli delle domande. La Bibbia non dice quello che lui vuol far credere. Noi siamo a disposizione in questo forum per ogni genere di consulenza”.

Uno dei chiodi fissi dell’ipotesi di Biglino è il termine biblico Elohim (che è un plurale), spesso utilizzato per indicare la Divinità.  La sua ipotesi è che nella Bibbia non vi sia alcun “monoteismo” e che gli “elohim” null’altro sarebbero che una popolazione di colonizzatori alieni . Vediamo cosa ne pensano gli Ebrei di madrelingua:

–  Il prof può far dire quello che gli piace al primo verso di Genesi se estrapolato dal suo contesto, ma poi… della grammatica che se ne fa? Il primo termine “בראשית” significa “nel principio di” e non semplicemente “nel principio”, questo termine si attacca sempre al successivo. Quindi abbiamo ” nel principio di creare” con “ברא” vocalizzato all’infinito. Il professore ha poi detto che il testo parli di Elohim al plurale. Una cosa che desta non poca meraviglia che un professore di ebraico non sappia distinguere un semplice plurale da un plurale di astrazione, che è un singolare a tutti gli effetti. I verbi ad esso collegati sono infatti singolari ed “Elohim” non ha l’articolo determinativo ed è quindi un nome proprio essendo i nomi propri autodeterminati. Il singolare è “Eloha” di radice “alah”=comporre norme giuridiche. Quindi significa “Legislatore” che con il plurale di astrazione (“Elohim) diviene: Legislatore Supremo.
Il termine “shemim” di cui parla il prof. non esiste, il termine rimane “shammaim” anch’esso plurale di astrazione, che significa “Cielo”. Il termine “
רקיע” è di radice “רקע” da cui deriva anche il termine “קרקע” che significa “suolo”.
Il professore dice che le sue deduzioni provengono dalla Bibbia, ma a me pare che sono solo frutto della sua fantasia o qualcos’altro. (…) Ma questo professore ha davvero tradotto la Bibbia delle edizioni paoline come egli stesso dichiara? Se tutti i traduttori sono come lui…

Nei suoi libri, il Sig. Biglino sostiene che l’abitudine di bruciare i sacrifici, nella Bibbia, rimanderebbe all’esigenza di “compiacere” gli alieni elohim con un “profumo riposante” che farebbe ricordare loro la patria. Vediamo cosa ne pensano gli Ebrei di tale interpretazione:

– L’annusare l’odore “riposante” (nichoach è intraducibile in italiano, più precisamente “l’odore del riposo”) nell’ebraico biblico è l’accettazione del riscatto per le trasgressioni involontarie; quando le trasgressioni divenivano volontarie o premeditate vi era il rifiuto totale di annusare quell’odore . Vedasi per esempio Levitico 26:31 (velo ‘ariach bereach nicoichakhem). Nichoach non è un aggettivo, è un sostantivo che indica il riposare della cenere, ovvero il ritorno alla polvere in un simbolismo che serve per ricordare la natura umana fatta di corpo materiale e composto di microelementi. La riduzione in cenere è una simulazione del ritorno in polvere ossia lo stato primordiale degli esseri viventi e quello post-morte.

– L’atto dell’annusare toglie a D-o ogni materialità. Egli infatti non mangia le offerte, ma semplicemente li annusa, dato che bruciandoli viene loro tolta ogni materialità. Dato che vi sono passi biblici ove si mostra il rifiuto di annusare si tratta chiaramente di una metafora che vuole esprimere l’accettazione od il rifiuto dell’offerta. L’offerta viene accettata se la trasgressione è involontaria perché le trasgressioni involontarie sono la causa della degradazione del corpo umano materiale privo della sufficiente attenzione e adeguata saggezza. Il sacrificio animale aveva lo scopo di ricordare che il corpo umano e quello animale sono fatti dagli stessi elementi ed hanno le medesime attitudini, gli stessi istinti che però si distinguono da una vera volontà rappresentata dalla ragione, che è una caratteristica esclusiva dell’uomo.
Il divenire spirito dopo la morte deriva proprio da questa concezione antica del ritorno alla polvere assimilata al vento che la porta via. In ebraico infatti vento e spirito sono espressi con il medesimo termine ruach da cui deriva reach. Il reach nichoach è il vento che sale con la cenere che successivamente si riposa, ossia torna allo stato di non vita e provoca soddisfazione nella divinità perché così facendo gli umani mostrano la buona volontà di intraprendere un cammino verso la perfezione ove si predilige la ragione agli istinti animali.

Un altro “pezzo forte” dell’ipotesi bigliniana è l’interpretazione dell’ebraico Ruach (spirito) come “rombo” o “soffio” dei motori dellastronave aliena che porterebbe gli “elohim” sulla terra. Stiamo a vedere cosa ne pensano persone che l’ebraico lo parlano:

– Nel libro “Il dio alieno della bibbia” a pag.37 abbiamo l’inizio del capitolo 2 intitolato in ebraico רוח (ruach) e in italiano: Lo “spirito”? Sono rimasto molto sorpreso nel leggere certe affermazioni di Biglino considerando che egli si identifica come un traduttore della Bibbia e dunque come chi la Bibbia dovrebbe conoscerla bene. Egli afferma che il termine ruach oltre ai normali significati di vento, respiro e aria in movimento indichi anche, in senso estensivo, “ciò che viaggia rapidamente nello spazio aereo”.
Non c’è alcuna espressione biblica in cui è usato il termine ruach per designare un oggetto che viaggia rapidamente. Ma la cosa che più sorprende è che egli afferma che il termine ruach avrebbe acquistato il senso di “spirito” solo dopo il III secolo a.C. con la versione della LXX. Un senso, egli afferma, che probabilmente in origine non gli apparteneva.
Nella Bibbia sono presenti tante espressioni in cui è usato il termine ruach per designare gli stati d’animo dell’uomo ed in modo figurativo questo termine è usato per indicare la forza vitale che fa vivere in particolare gli esseri umani. Sono tutti usi in cui questo temine acquista significati astratti perfettamente riconducibili al senso di “spirito” inteso nel mondo occidentale.
(…) Riportiamo alcuni versi biblici ove il termine ruach è chiaramente usato in tal senso nel testo ebraico della Bibbia:
In Esodo 28:3 abbiamo:”
רוח חכמה” (ruach chokhmà=spirito di saggezza)
In Gen 41:38
הנמצא כזה–איש, אשר רוח אלהים בו (hanimzà kazhe–ish asher ruac elohim bo=c’è qualcuno come questo che abbia ruach Elohim in lui)
Num 27:18
איש, אשר-רוח בו (ish asher ruach bo= Individuo nel quale lo spirito è in lui)
In Ecl 12:7 è usata una forma figurativa per designare la morte, lo spirito, inteso qui come forza vitale (o il respiro della vita) torna a D’o che l’ha dato:
והרוח תשוב, אל-האלהים אשר נתנה (weha ruach tashuv el haElohim)
בידך, אפקיד רוחי (beyadechà afkid ruchì=nelle tue mani affido il mio spirito) salmo 31.6
Prov 16:32
טוב ארך אפים, מגבור; ומשל ברוחו, מלכד עיר. Trad. Nuova Diodati: Chi è lento all’ira val più di un forte guerriero, e chi domina il suo spirito val più di chi espugna una città. Trad. Riveduta: Chi è lento all’ira val più del prode guerriero; chi padroneggia se stesso val più di chi espugna città.
Salmo 34:19 karov h lenishberè lev weet dakè-ruach yoshi’a trad. Riveduta: 34:18 L’Eterno è vicino a quelli che hanno il cuor rotto, e salva quelli che hanno lo spirito contrito.
Gioele 3:1
אשפוך את-רוחי על-כל-בשר (eshpokh et ruchì ‘al col basar) Trad. CEI: io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo
1 re 21.5
מה-זה רוחך סרה (ma zhe ruchacha sarah=che è, il tuo spirito se ne andato? )

Ancora sul significato di Elohim:

– Afferma Biglino quanto segue: “Ma tutte le parole che circondano elohim sono al plurale”.
Caro Biglino, qui è il caso di precisare numericamente che: Su 2600 ricorrenze del termine elohim, solo circa un centinaio ha parole al plurale Finora ho sperato che Biglino potesse essere in buonafede, ma a questo punto riesce davvero difficile credere che non sia in Malafede.

http://consulenzaebraica.forumfree.it/?t=63890174

Biglino nel suo Il libro che cambierà per sempre le vostre idee sulla Bibbia, ed. 2012, riporta addirittura un’immagine, a suo dire ritrovata in Sudan, che rappresenterebbe un’astronave aliena (la riportiamo a lato come presente sul libro di Biglino n.d.a.):
A tal proposito, scrive un commentatore del forum:

– Biglino scrive: «2150 a.C. Nel Medio Regno egizio (2160-1785 a.C.) viene edificato in Nubia (Sudan) il tempio minerario di Kush, che contiene una raffigurazione di una probabile navicella in volo e quella di un missile a terra con due individui rappresentati di fronte e non vestiti come gli Egizi (paiono avere un abito composto da un solo elemento che ricopre tutto il corpo). Si tratta di una immagine molto discussa che è stata comunque riprodotta nel lavoro precedente». – pp 227-228
Avevo chiesto a Biglino come mai avesso deciso di pubblicare quell’immagine visto che è evidente che era una bufala, egli mi ha risposto: «L’illustrazione da lei citata è riportata in varie pubblicazione e da molti ritenuta vera: in ogni caso nel libro non la accredito, la pubblico citando una delle fonti.»
Ma perché citare una fonte per poi non accreditarla? E’ ovvio che a Biglino non interessa l’affidabilità delle fonti l’importante è che esse tiranno acqua al suo mulino.

Secondo Biglino, il termine “Kavod” (la gloria di Dio), rimanderebbe al concetto di “pesantezza” e quindi, concretamente, al “peso dell’ingombrante astronave aliena che avrebbe portato gli alieni sulla terra; ma Kavod, secondo gli Ebrei del forum, significherebbe tutt’altro:

– Kavod : onore, gloria: “Col Hakavod” espressione usata per complimentarsi con qualcuno per il buon effetto e riuscita di una azione.
Kaved: , pesante,  non ha la “vav”, come non hanno la vav:
Koved peso
kaved: fegato
sempre stessa radice di Kaved
E’ chiaro che da una radice KVD si sviluppino differenti vocalizzazioni e quindi diversi significati. Questo è un fenomeno costante dell’ebraico. (…) Biglino fa disquisizioni erudite sull’acqua calda. Se già dice K’vod (kevod) e non kavod vuol dire che non si rende conto della forma costrutta che è la modifica vocalica che il sostantivo subisce quando precede un altro sostantivo di cui precisa qualcosa. “Kevod ****” la gloria di D-O, mentre il sostantivo in assoluto è “Kavod”. Troppo comodo parlare a platee digiune e scrivere solo in blog dove non lo si può contestare. Vedremo che qualità ha e come parla e risponde alle domande di ebraico e in ebraico. Noi non contestiamo le sue teorie su alieni, marziani, veicoli spaziali ecc. Tutte le idee sono legittime. Ma dica che sono sue idee e basta. Non pretenda di dire che Ruah è un veicolo e Elohim è una moltitudine di divinità. Questo o è in malafede e quindi strumentale e finalizzato all’editoria o è ignoranza crassa in lingua ebraica.

http://consulenzaebraica.forumfree.it/?t=63894022

Chi volesse leggere le discussioni nella loro interezza, può cliccare su i link che abbiamo riportato nel testo. Chi volesse approfondire o chiedere delucidazioni maggiori può sempre utilizzare i contatti del forum.

Discussion

31 Responses to “Gli EBREI rispondono a BIGLINO”

  1. Forse “nel principio di creare” potrebbe anche significare: “Nel principio di manifestò”. Così la Bibbia cambierebbe radicalmente permettendoci di osservare la Natura come “manifestazione” del “divenire” di un “quid” ancora inaccccessibile alla mente; Quid che nei secoli abbiamo chiamto DIO.

    Posted by Paolo Bonacchi | 22 dicembre 2014, 07:14
  2. Buonanotte! Tra Biglino, Ebrei e il lettore Bonacchi, tutta l’esegesi va a farsi benedire in nome del soggettivistico “secondo me”. A tanto ci ha portato il presunto “libero esame” di un tal monaco tedesco del XVI secolo. I fondamentalisti protestanti americani non protrebbero scrivere cose più alte! Comunque, neanche l’interpretazione, eccessivamente letteralista (la lettera, quindi la storicità, è senza dubbio la base ma poi ci sono gli altri livelli di comprensione: il morale, l’allegorico e, soprattutto, l’anagogico) dei rabbini ebrei, che contrastano Biglino, è accettabile acriticamente. Biglino dice che nella Bibbia non ci sarebbe “monoteismo”. Ed infatti il monoteismo si afferma, stando allo stesso Testo Sacro, solo un po’ alla volta tra gli ebrei ed esso convive sempre con la tentazione politeista contro la quale Javhé, per mezzo dei profeti, si scaglia di continuo, ammonendo il popolo “Non avrai altro Dio all’infuori di Me” (Primo Comandamento). Lo stesso Abramo era un politeista che solo a seguito della vocazione di Dio inizia a praticare, anche, il monoteismo, che pertanto si raffina solo gradualmente. “Elohim” pertanto è un plurale che ricorda il clima politeista circostante ma è già pregno del monoteismo che si va affermando, perché, come giustamente ricordato dagli ebrei, è un plurale astratto. Tuttavia gli ebrei non dicono quel che affermano i Padri della Chiesa, con piena legittimità testuale, ossia che il plurale di Elohim svela, già in nuce, un Monoteismo Trinitario, quello che poi con Cristo troverà definitiva rivelazione. Per quanto riguarda il Bereshit, “In Principio”, affermare, come fanno gli ebrei, che la traduzione letterale è “in principio di (creare)” è riduttivo rispetto al profondo significato rivelatorio, e perciò metafisico e teologico, di quell’espressione che deve essere collegata, per essere davvero compresa in pieno, al “In Principio era il Verbo” dell’incipit Giovanneo. Principio, dunque, come Essere, Fonte ontologica degli enti partecipati, come Zero metafisico che è oltre lo spazio-tempo e dal quale ha inizio ontologico il mondo (inizio ontologico e non temporale, perché, come già aveva capito sant’Agostino, il tempo in quanto creatura non esisteva prima dell’atto creativo metafisico, dell’atto del dono dell’essere alle creatura, compresa la creatura “tempo”). Sull’annusare quale dematerializzazione e quindi espressione della spiritualità di Dio lasciamo perdere quanto dicono gli ebrei, perché in realtà si tratta solo di un antropomorfismo, come altri nella Bibbia, che non implica affatto una immagine idolatrica del Divino ma soltanto che Dio è Persona Ineffabile, quindi allo stesso tempo apofatica e catafatica. Persona Ineffabile ossia non antropomorfica (è vero piuttosto il contrario, è l’uomo ad essere, solo per riflesso, teomorfo). Il ritorno alle ceneri post mortem, poi, non si può dire dell’anima spirituale ma solo di quella vegetativa. L'”io” umano, partecipato dallo Spirito di Dio, vive il suo destino, liberamente scelto dal soggetto, di salvezza, purgazione o perdizione eterna, in attesa della ricomposizione di tutto l’uomo, spirito, anima e corpo glorificato, per continuare nel godimento eterno o nella dannazione in unione integrale di essere. Per quanto il Ruach, quanto detto dagli ebrei è giusto. Infine i disegnini ufologici fanno pena e sembrano quelli di mio nipote di due anni. Se questi sono gli argomenti di Biglino è inutile allarmarsi. Stupidi quelli che lo prendono sul serio. Tra qualche anno, sarà un ricordo come tanti che lo hanno preceduto in tesi del genere o similari.
    Cari saluti.

    Luigi Copertino

    Posted by Luigi | 22 dicembre 2014, 18:52
    • TU SOLO SEI UNO STUPIDO E IGNORANTE E INCOMPETENTE E COME TE SOLO QUELLI CHE HANNO ORMAI I NEURONI DECIMATI DALLE STRONZATE RELIGIOSE POSSONO DIRE COSE CHE NEMMENO UN MINORATO MENTALE DIREBBE!
      FATE PENA AVETE BUTTATO IL CERVELLO NEL CESSO, MA LA SELEZIONE NATURALE FARA’ IL SUO DOVERE E DELLA FOLLE TEOLOGIA E DELLE VOSTRE CAGATE NON RIMARRA’ TRACCIA.

      Posted by ZioX | 8 maggio 2015, 10:24
  3. Stuopido sarai tu, e tutte le tue frasi piene di aria fritta.

    Posted by Stefano Sepulcri | 23 dicembre 2014, 21:28
  4. Non intitolare “Gli Ebrei”.
    Non parlare a nome di tutti, non sei nessuno.

    Posted by Andrea Taini | 29 dicembre 2014, 12:24
  5. Ed ora anche il Rabbino capo di Roma
    Rav Riccardo Segni si sbilancia.
    Un Grazie va a Mauro Biglino che traducendo letteralmente l’ Antico Testamento sta cambiando le coscienze di chi vuole andare oltre il dogma.
    By * Luis Luce

    Mauro Biglino
    Ringrazio l’amico Giampaolo Bottega per questa segnalazione relativa a quanto afferma il rabbino capo di Roma, rav Riccardo Di Segni.

    Posted by Jo | 8 maggio 2015, 10:19
  6. Basta balle religiose!
    Elyon, Elohim e Jahweh…..la diatriba infinita.
    La tradizione vuole che i primi 5 libri della Bibbia, che noi chiamiamo Pentateuco, e gli ebrei Torah, siano stati scritti direttamente da Mosè intorno al 1200 a.C.
    Fra questi sicuramente il più importante è il primo, che noi chiamiamo Genesi e gli ebrei chiamano Behreshit (“l’inizio”), dove viene descritta sia la cosmogenesi che l’antropogenesi, cioè la nascita del mondo materiale e quella dell’Uomo e delle altre forme viventi.
    Se confrontiamo il testo originale della Behreshit con quello della nostra Genesi rimarremmo probabilmente di stucco perché, mentre per la nostra Genesi, il mondo sarebbe stato creato da “Dio” (singolare maschile), per la versione ebraica da una pluralità di individui chiamati Elohim.
    Il termine Elohim infatti, che nella nostra Genesi è tradotto con “Dio”, in ebraico è solo plurale, ed è sia maschile che femminile.
    Però c’è da dire che a volte la Bibbia presenta il Creatore come Elohim (Dio), altre volte lo chiama Yahweh, o Jehovah (Eterno o Signore), altre volte Elyon (Altissimo).
    Questo termine in ebraico significa “quello che sta sopra”, e molto spesso lo troviamo scritto come “El Elyon”, cioè “l’El che sta sopra”.
    “El” è il singolare di Elohim e corrisponde al singolare, forse femminile, di Elohà!!!!
    Allora in primis possiamo affermare che tradurre “Elyon” con l’Altissimo è abbastanza giusto in quanto entrambi indicano qualcuno che sta al di sopra degli altri……l’unica differenza è che mentre l’Altissimo è un superlativo assoluto, Elyon è un comparativo……ma diciamo che va bene!!!!!
    “Elohim” è un termine indubitamente “plurale”, e qui abbiamo il primo problema……se Dio è singolare perché lo troviamo tradotto con un plurale?????
    Un’ipotesi plausibile potrebbe essere questa: già ai tempi dell’ebraismo, una delle chiavi unificatrici, fu proprio l’introduzione del monoteismo!!! (quante volte insiste a ricordarcelo, Yahweh della Bibbia, che “non avrai altro Dio all’infuori di me”?).
    ATTENZIONE: Yahweh dice “non avrai” e no “non esiste” che è molto diverso!!!
    Un’altra cosa che contribuì a rinforzare l’impatto della nuova religione fu l’abolizione dell’idolatria nella mente dei credenti, così da rendere più facile recepire il messaggio complessivo di quella religione.
    Difatti non dobbiamo stupirci del fatto che i rabbini non amino troppo sentirsi chiedere “che cosa significa esattamente Elohim?”, poichè dovrebbero introdurre una dimensione spirituale molto più complessa e delicata di quella del semplice “Dio” Yahweh.
    Lo stesso hanno fatto i padri della chiesa cristiana, che già avevano mille problemi a mettersi d’accordo sui Vangeli canonici, figurarsi se avevano voglia di rispettare anche questa distinzione, quando traducendo tutto con “Dio”, almeno quel problema non si poneva affatto.
    Nelle nostre Bibbie, tutte le volte che troviamo la parola DIO, nella bibbia originale masoretica troviamo la parola Elohim, e tradurre questo termine con DIO è fantasia pura perché nessuno, dico nessuno, sa cosa vuole significare il termine “Elohim”.
    Per secoli la filologia teologica ha tentato di dare una spiegazione “logica” a questo termine che senza ombra di dubbio è plurale…..e allora nei vari tentativi di elaborare una soluzione è stato detto che indica un “plurale di maestà”, un “plurale di dignità”, di “astrazione”, e che nella sua accezione di plurale starebbe ad indicare la magnificenza della divinità ecc, ecc…..fino a quella elaborazione che afferma che quando in ebraico Elohim è usato con il verbo al singolare significa “DIO”, mentre quando è usato con il verbo al plurale sta ad indicare le divinità pagane…..gli idoli di pietra!!!!
    Ma vediamo un esempio pratico nella Bibbia:
    Genesi 20:13: [13]Allora, quando Dio mi ha fatto errare lungi dalla casa di mio padre, io le dissi: Questo è il favore che tu mi farai: in ogni luogo dove noi arriveremo dirai di me: è mio fratello»
    Analizzando la frase “…quando Dio mi ha fatto errare….”è indubbiamente un verbo al singolare e quindi secondo quella parte della filologia si parla di Dio perché il verbo è singolare!!!!!
    Peccato però che in ebraico, nel testo originale, il verbo sia al plurale e dalla traduzione interlineare si traduce così”…e fu come che fecero vagare me gli Elohim da casa di mio padre….”, quindi tenendo fede a quello che la filologia ci vuole dire, e che a chiamare Abramo dalla casa di suo padre furono le “Divinità pagane”, gli idoli di pietra, perché appunto il verbo che accompagna il termine Elohim è plurale.
    Genesi 35:7: [7]Qui egli costruì un altare e chiamò quel luogo «El-Betel», perché là Dio gli si era rivelato, quando sfuggiva al fratello.
    Qui chi parla è Giacobbe e ci dice che in quel luogo gli si era rivelato Dio…..dal testo originale troviamo “….e edificò la altare e chiamò il luogo El di Betel poiché la si erano fatti vedere a lui gli Elohim”!!! Quindi se vale quella regola, vuol dire che a farsi vedere a Giacobbe furono ancora gli idoli di pietra, perché il verbo che accompagna il termine Elohim è plurale.
    Possiamo soltanto affermare con la tranquillità più assoluta che le traduzioni che abbiamo nelle nostre Bibbie sono “deliberatamente” false, perché nessun traduttore commetterebbe un errore simile……infatti le traduzioni esatte non vengono divulgate ma sono tenute segrete per determinati studi teologici, mentre vengono pubblicate quelle deliberatamente adulterate.
    E ora “Jahweh”……..quando nelle bibbie trovate scritto il “Signore” o “l’Eterno”, nel codice ebraico troviamo scritto “Yahweh”.
    Anche qui possiamo affermare con tutta tranquillità che si tratta di fantasia pura usata nella traduzione, perché “Yahweh” nessuno al mondo sa cosa significa…è un suono che quell’individuo ha pronunciato quando Mosè, dopo che aveva portato fuori dall’Egitto quel popolo che ebraico non era, salendo sul monte Siani gli disse…”….ma tu chi sei?” che devo convincere quelle persone a seguirti?!!!!
    E lui rispose”…mi ricorderete con questo nome!!!!”….attenzione però con questo nome qua…”YHWH”, perché la lingua ebraica è una lingua semitica e si scrive senza le vocali.
    Ma la cosa interessante è capire in che lingua questo individuo ha pronunciato quel suono dato che al tempo di Mosè non esisteva la lingua ebraica che ,nel migliore dei modi, si pensi sia comparsa tre o quattro secoli dopo Mosè!!!!!
    Facendo un ragionamento logico potremmo dire che, dato che Mosè ha portato fuori quelle persone dall’Egitto, parlassero sicuramente l’egiziano e quindi che questo suono “YHWH” sia stato pronunciato in egiziano o forse pronunciato nella sua lingua perché quello era il suo nome.
    Ma la cosa ancora più interessante è che questo suono è stato messo per iscritto, nella migliore delle ipotesi, quattro secoli dopo essere stato pronunciato con una lingua che non sappiamo qual’è.
    Si messo per iscritto così “YHWH”, perché le vocali questo suono le ha ricevuto altri milleseicento anni dopo, quando i Masoreti hanno vocalizzato tutto il testo ebraico originale calandoci dentro un significato.
    Detto questo dobbiamo dire che la teologia ci dice che questi tre termini indicano sempre la stessa persona….Dio!!!!
    Ora rimanendo sull’idea del “plurale majestatis” o di “astrazione” e che quindi Elohim è assolutamente un termine al singolare, vi è un passo nella Bibbia, tra i tanti che identificano la pluralità, dove la distinzione tra Elohim, Elyon e Yahweh è netta e senza ombra di dubbio.
    In questo passo si dice espressamente chi è Elyon e cosa fa, che ci sono gli Elohim e che Yahweh è uno di loro, perché se non fosse così allora ci troveremmo di fronte ad una grossa incongruenza con quello che viene descritto in tutto l’Antico Testamento..
    Il passo citato è contenuto nel libro “Deuteronomio” uno dei cinque libri che compongono il Pentateuco o Torah ebraica.
    Esso recita:
    DEUTERONOMIO 32:8,9 [8]“Quando l’Altissimo divideva i popoli, quando disperdeva i figli dell’uomo, egli stabilì i confini delle genti secondo il numero degli Israeliti. [9] Perché porzione del Signore è il suo popolo, Giacobbe è sua eredità”
    Innanzitutto c’è da fare una precisazione, in quanto nel versetto biblico originale della Biblia Hebraica Stuttgartensia (copia esatta del Codice di Leningrado) e nei Rotoli del Mar Morto, non si parla della suddivisione dei territori in base al numero degli Israeliti, ma bensì in base al numero degli Elohim.
    Quindi siamo di fronte ad un errore di interpretazione da parte dei Masoreti, ma non ci dobbiamo meravigliare quando parliamo della Bibbia.
    Ora ritornando al versetto la traduzione sarebbe questa:
    DEUTERONOMIO 32:8,9 [8] “Quando Elyon (Altissimo) divideva i popoli, quando disperdeva i figli degli Adam (uomini), egli stabilì i confini delle genti secondo il numero degli Elohim (Israeliti). [9] Perché porzione di Yahweh (Signore) è il suo popolo, Giacobbe è sua eredità”
    Ora uscendo da ogni canone religioso cosa deducete da questo passo?
    Che esiste un individuo chiamato Elyon, il quale dopo aver fatto chissà cosa (forse la creazione?) divide i territori della Terra in base agli Elohim che c’erano e a Yahweh tocca quel popolo preciso (Giacobbe)
    Qui la distinzione che si fa è netta e precisa!!!!!!
    Elyon divide, assegna agli Elohim un territorio e a Yahweh tocca quel popolo!!!!!
    DEUTERONOMIO 32:12 “Il Signore lo guidò da solo, non c’era con lui alcun Dio straniero”.
    Analizzando il versetto:
    DEUTERONOMIO 32:12 “Yahweh (Signore) lo guidò da solo, non c’era con lui alcun Elohim (Dio) straniero”.
    Ciò è chiaro quando Mosé precisa che Yahweh ha guidato il popolo di Israele da solo, senza l’aiuto di alcun Dio straniero, il che vuol dire che vi erano altri Dèi, legati però a popoli stranieri, che avevano ricevuto come eredità.
    Secondo il canone cattolico allora abbiamo che Dio con il nome di Elyon, stabilisce i confini delle nazioni, poi conta il numero di se stesso e in quell’occasione si assegna con il nome di Yahweh, Giacobbe perché sua eredità.
    Introducendo il concetto di Mistero della Fede e fermo restando che la suddivisione è stata fatta sulla base dei figli di Israele possiamo affermare che Dio (Elyon) ha fatto la suddivisione sulla base dei figli di Israele e poi si è scelto Giacobbe.
    Tutto filerebbe liscio se non fosse che tutta la Bibbia, tutta, altro non è che la storia di come Yahweh, con quel popolo che si è scelto, è andato alla conquista militare, feroce e sanguinosa, per decenni, dei territori degli altri popoli che lui stesso (Elyon) non si era assegnato ma aveva dato agli altri Elohim!!!!
    Questo perché se li voleva prendere…..e se diciamo che era uno solo non ci verrebbe da dire che questo era il disegno di un folle? Se era Dio quale problema aveva a prendersi quei territori che non si era assegnato? Doveva discuterne con qualcuno visto che era Dio?
    E invece no, manda i suoi a massacrare quelle genti che abitavano in quei territori perché lì si dovevano mettere i suoi….e leggendo i libri di Giosuè vediamo che il termine esatto usato era “pulizia etnica”…..dovevamo morire tutti compresi donne, bambini e anziani.
    Ma se lui era Dio allora perché, nel preciso istante che gli servivano anche gli altri, non se li è assegnati? Doveva discuterne con qualcuno? NO! Manda i suoi ad ucciderli e per prendersi quei territori dove lui li aveva messi!!!! Questo vuole farci credere la dottrina.
    Precisiamo:
    Dio (Elyon) assegna i popoli, Dio (Yahweh) tiene per sé quel popolo, poi va a massacrare gli altri popoli per riprendersi quei territori che lui (Dio/Elyon/Yahweh) gli aveva assegnato…..questo è quello che vuole farci credere la teologia introducendo il concetto del mistero della fede!!!!!!
    Ma con la tranquillità più assoluta gli autori biblici volevano solo raccontare il loro rapporto, e tutto quello che ne è derivato, con Yahweh uno degli Elohim, il loro Elohim e lo stesso hanno fatto tutti gli altri popoli della Terra che ci hanno raccontato i loro contatti con i loro Elohim.
    Ma Mosè sapeva benissimo che Yahweh era uno dei tanti Elohim che governavano sulla Terra perché quando ha il famoso incontro con lui, non sapendo chi fosse, gli chiede: “Ma tu chi sei?” E Dio rispose con la famosa frase :”Io sono colui che sono”
    Ma è ovvio che una domanda del genere non si fa al Dio unico trascendente universale creatore di tutte le cose, perché è il Dio Unico!!!!
    Ma forse Mosè sapeva che non era così, ed inoltre ogni volta che Dio si presentava diceva: “Io sono il Dio (Elohim) di Israele” quindi si identificava come la divinità di un popolo preciso, facendo presupporre che gli altri popoli erano votati ad altre divinità (Elohim).
    Che vi fossero altri Elohim lo si può dedurre anche da altri fattori…per esempio che tutta la discendenza prima di Giacobbe era legata ad altre divinità.
    Tutti conosciamo Noè…. Noè ha tre i famosi figli SEM, CAM e JAFET…..il più importante è SEM dai quali discendono i “semiti” appunto.
    Sem ha un sacco di figli fino a che si arriva ad EVER dal quale discendono poi gli “Ebrei”!!!!
    Ever ha dei figli fino a quando si arriva a TERACH che ha tre figli: ABRAMO, NACOR e ARAN.
    Aran ha un figlio che si chiama LOT mentre Abramo ha un figlio che si chiama ISACCO che a sua volta ha due figli gemelli: ESAU’ e GIACOBBE.
    NOE’
    |
    _______________
    | | |
    CAM SEM JAFET
    |
    EVER
    |
    TERACH
    |
    ______________
    | | |
    NACOR ABRAMO ARAN
    | |
    ISACCO LOT
    |
    ____________
    | |
    ESAU’ GIACOBBE (Assegnazione di Jahweh)
    La Bibbia ci dice che Jahweh si doveva occupare di Giacobbe, degli altri discendenti non se ne doveva importare, e se noi leggiamo bene la bibbia vediamo che i nemici di DIO e del suo popolo eletto erano i: Moabiti, Ammoniti, Amalechiti, Edomiti, Madianiti.
    E sapete chi erano questi popoli?
    Moabiti, Ammoniti erano i diretti discendenti di Lot, nipote di Abramo;
    Amalechiti, Edomiti discendenti diretti di Esau fratello gemello di Giacobbe;
    Madianiti discendenti diretti di Abramo attraverso sua sorella;
    Yahweh con quel pezzo di famiglia che gli era stato assegnato, solo un pezzo non tutta la discendenza, si occupava di mandare i suoi a combattere contro zii, cugini e nipoti per strappargli i loro territori.
    Ma la domanda più curiosa è: chi si occupava degli altri?
    La risposta è sempre nella Bibbia in:
    Giudici 11:24 [24]Non possiedi tu quello che Camos tuo dio (Elohim) ti ha fatto possedere? Così anche noi possiederemo il paese di quelli che il Signore (Yahweh) ha scacciati davanti a noi.
    Chi parla è Iefte, comandante in capo delle forze israelite che sta combattendo contro gli Ammoniti e parla al re di quest’ultimi. Iefte non dice noi abbiamo Yahweh il nostro DIO unico, ma dice come voi possedete quelle terre che vi ha dato il vostro Elohim Camos, così noi possediamo quelle che ci ha dato il nostro Elohim Jahweh.
    Per Iefte, Jahweh e Camos sono assolutamente uguali e hanno gli stessi diritti sui popoli che governano, ma la teologia continua a dirci che Elohim è singolare e che è il Dio unico.
    Anche Giosuè, successore di Mosè, sapeva che Yahweh era uno dei tanti, difatti quando devono andare alla conquista della Terra Promessa questi riunisce i capi delle tribù per prendere una decisione.
    Giosuè 24:2,3 [2] “Giosuè disse a tutto il popolo: «Dice il Signore, Dio d’Israele: I vostri padri, come Terach padre di Abramo e padre di Nacor, abitarono dai tempi antichi oltre il fiume e servirono altri dei. [3] Io presi il padre vostro Abramo da oltre il fiume e gli feci percorrere tutto il paese di Canaan; moltiplicai la sua discendenza e gli diedi Isacco.”
    Analizzando il versetto:
    Giosuè 24:2,3 [2] “Giosuè disse a tutto il popolo: «Dice Yahweh (Signore), Elohim (Dio) d’Israele: I vostri padri, come Terach padre di Abramo e padre di Nacor, abitarono dai tempi antichi oltre il fiume e servirono altri Elohim (dei). [3] Io presi il padre vostro Abramo da oltre il fiume e gli feci percorrere tutto il paese di Canaan; moltiplicai la sua discendenza e gli diedi Isacco.”
    Qui Yahweh, identificandosi come sempre l’Elohim d’Israele, dice al suo popolo che i loro padri Terach, Abramo e Nacor, che abitavano oltre il fiume, cioè la Mesopotamia, servivano altri Elohim. Lui, Yahweh, prese con sé Abramo e lo condusse in terra di Canaan.
    Mentre Abramo decide di seguire Yahweh in altra terra, la sua famiglia rimane in Mesopotamia e continuerà a servire gli Elohim che governavano quel territorio, e questo è palese nella Bibbia
    Giosuè 24:14 “Temete dunque il Signore e servitelo con integrità e fedeltà; eliminate gli dei che i vostri padri servirono oltre il fiume e in Egitto e servite il Signore.”
    Analizziamo:
    Giosuè 24:14 “Temete dunque Yahweh (Signore) e servitelo con integrità e fedeltà; eliminate gli Elohim (dei) che i vostri padri servirono oltre il fiume (Mesopotamia) e in Egitto e servite Yahweh (Signore).”
    Qui Giosuè ci dice che oltre agli Elohim della Mesopotamia, c’erano anche quelli che governavano in Egitto, e vogliamo ancora parlare di plurale di astrazione?
    C’è Yahweh Elohim d’Israele, gli Elohim della Mesopotamia e gli Elohim dell’Egitto e questo viene raccontato tranquillamente nella Bibbia.
    Sappiamo che Jahweh quando fece uscire quelle persone dall’Egitto promise loro la cosiddetta “Terra Promessa”, un territorio che andava dal Nilo all’Eufrate….
    Ma non se lo sono mai sognato di poter andare a conquistare quel territorio lì, al massimo hanno cercato di conquistarsi dei territori a macchia di leopardo all’interno della terra di Canaan!!!!
    Ma sentiamo cosa ci dice la Bibbia a tal proposito:
    Giosuè 13:1 [1]Quando Giosuè fu vecchio e avanti negli anni, il Signore gli disse: «Tu sei diventato vecchio, avanti negli anni e rimane molto territorio da occupare.
    Ma vi rendete conto, Jahweh promette di dare la terra promessa al suo popolo eletto, e poi fa la ramanzina a Giosuè che è diventato vecchio, quindi che è passato troppo tempo, e ci sono ancora tanti territori da conquistare.
    Ma a proposito di questa promessa, di questa alleanza con il popolo israelita c’è una cosa curiosa da evidenziare:
    Deuteronomio 5:1-3[1]Mosè convocò tutto Israele e disse loro: «Ascolta, Israele, le leggi e le norme che oggi io proclamo dinanzi a voi: imparatele e custoditele e mettetele in pratica. [2]Il Signore nostro Dio ha stabilito con noi un’alleanza sull’Oreb. [3]Il Signore non ha stabilito questa alleanza con i nostri padri, ma con noi che siamo qui oggi tutti in vita.
    Capito? Mosè dice esplicitamente che l’alleanza Yahweh l’ha fatta solo con Giacobbe e la sua discendenza….mentre con i loro padri non ha fatto alcun patto!!! Tant’è che leggendo attentamente la Bibbia viene da pensare che l’Elohim che si rivolse ad Abramo non fosse Yahweh, ma un altro Elohim!!!!
    Difatti nella Bibbia in ebraico viene chiamato El Shaddai, che significa “El potente”e sembra che sia stato questo Elohim a farsi conoscere ad Abramo e discendenti, poi a seguito di quella divisione delle nazioni e delle assegnazioni, a Jahweh è stato assegnato quel pezzettino della famiglia che faceva capo a Giacobbe.
    Secondo alcuni studiosi addirittura pare che Jahweh sia stato il figlio minore di uno dei capi degli Elohim e dato che doveva farsi le ossa e dimostrare di cosa fosse capace, gli è stato assegnato quella precisa discendenza, mentre agli altri membri della famiglia sono stati assegnati altri Elohim!!!!

    Posted by True Life | 8 maggio 2015, 12:57
    • > ATTENZIONE: Yahweh dice “non avrai” e no “non esiste” che è molto diverso!!!

      STOOOOOP!
      perche’ interpreti invece di fare quello che dici di fare ovvero leggere QUELLO CHE E’ SCRITTO?

      Se io dico non avrai altri elohim al di fuori di me, logicamente parlando non implico che esistano. Ordino di non averne altri perche’
      1. non esistono
      2. esistono e sono falsi
      3. esistono e sono veri ed elohim non indica propriamente essere supremo, dio, ma genericamente signore, giudice o altro
      4. esistono e sono veri quanto me ma io voglio che tu non li segua

      Come si vede LEGGENDO QUELLO CHE E’ SCRITTO, abbiamo arbitrariamente scelto l’opzione 4 SENZA NEANCHE DISCUTERLA.

      Biglino = nuova religione. QED.

      Esempio idiota, se io so che c’e’ una strada a strapiombo senza biforcazioni diro a te non seguire alcuna svolta che ti suggerisce il navigatore. Intendo che ci sia una svolta? intendo che la svolta ti porti a destinazione?

      Se volete accendere il cervello troverete nello stesso post altre cose da discutere.

      Posted by True lie | 18 dicembre 2016, 11:20
  7. Io credo che siano entrambi in malafede, sia Biglino che gli Ebrei. Credo che la Bibbia sia un racconto mitologico tipo l’Odissea, la versione ebraica di un’unica storiella nata con la stessa umanità. Poi, quando la prima unica comunità umana si disperse sulla Terra divenendo molteplice, ogni popolazione ebbe la sua storiella derivata da quell’unica originaria. In questo senso, se oggi riconosciamo la Bibbia e non l’Odissea (o qualsiasi altra storiella), lo si deve per lo più al caso.

    Posted by Francesco | 13 aprile 2016, 06:20
  8. Sarei lieto di sapere se siamo esseri umani che discendono dai primati oppure apparteniamo ad un dio creatore! Sembra che biglino non abbia tanto torto perche’ oggi la bibbia può ‘ essere manipolata e interpretata ad uso e costume di tutti tutto questo mentre l’umanita’ attende un giudizio che sembra non arrivare mai volevo sapere qualcosa in merito grazie giuseppe modesto

    Posted by giuseppe | 30 aprile 2016, 12:08
  9. Buonasera,mi chiamo Massimo e il suo articolo ha suscitato in me una certa perplessita’.Non conoscendo l’ebraico debbo fidarmi della buona fede di Biglino e dell’autore di questo articolo.
    Ho anche assistito alla conferenza che il Sig. Biglino ha tenuto insieme a degli esponenti delle varie religioni ,ufficialmente riconosciuti dai loro fedeli.
    In alcuni casi,direi i piu’ spigolosi,hanno quasi tutti concordato con le affermazioni di Biglino.
    E’ proprio da cio’ che nasce la mia perplessita’.Ora non so piu’ cosa credere….probabilmente dovro’ mettermi a studiare l’ebraico,perche’ non trovo esaurienti e decisive ne le posizioni di Biglino , ne le sue.Le sarei grato se potesse dipanare questa informe matassa.

    Posted by Massimo Losciale | 20 maggio 2016, 15:02
    • Buonasera,
      per capire qualcosa delle SCritture (come di qualsiasi testo tradizionale), é necessario non solo conoscere la “lingua” con cui furono scritte ma, ancor di più, conoscere il simbolismo, la visione metafisica e la cultura di quel popolo. Altrimenti -come fa il Sig. Biglino- possiamo far dire ai Testi qualsiasi cosa.
      Le consiglio, come introduzione al mondo del simbolismo tradizionale, il saggio di René Guenon, “Simboli della scienza sacra”, Ed. Adelphi.

      Posted by Gianluca Marletta | 21 maggio 2016, 12:12
  10. Biglino segue pedissequamente Sitchin che si spaccia per sumerologo, ma che in realtà traduce dall’inglese testi che non sono di prima mano. Comunque, le interpretazioni di ambedue sono soggettive e fantasiose; soprattutto, risentono di una visione materialistica che nulla ha a che fare con la metafisica. La comparsa dell’uomo dotato di mente non è certo un processo attuabile con un’operazione d’ingegneria genetica, ma presuppone l’intervento di un elemento qualitativo di ordine superiore. Molto meglio, allora, rivedere la scena iniziale del film di Kubrik “2001 odissea nello spazio”, in cui nell’essere bruto si accende all’improvviso la scintilla della mente che lo rende diverso dal branco animalesco. Meglio ancora leggere testi teosofici, come l’Antropogenesi contenuta nella “Dottina Segreta” della Blavatsky, ispirata ad antiche tradizioni orientali. Le tesi di Biglino e Sitchin possono far presa solo su di un pubblico digiuno di ogni pur minima cognizione di metafisica, cosa del resto oggi diffusissima, visto il clima imperante di faciloneria, disimpegno ed ignoranza. Fraterni saluti!

    Posted by ALFREDO STIRATI | 13 agosto 2016, 11:23
  11. Se uno non esiste, non è singolare né plurale, non esiste.

    Posted by Invisible man | 30 agosto 2016, 20:08
  12. Vada per il plurale di astrazione, ma se ci sono più plurali di astrazione, il plurale arriva o no? Cioè se nella Bibbia c’è l’Elohim Yahweh e l’Elohim Chemos, si può dire che ci troviamo dinanzi ad una situazione di pluralità di plurali di astrazione?

    Posted by Domecost | 20 ottobre 2016, 10:34
  13. Non occorre conoscere l’ebraico e come dice anche Biglino, non occorre andare alle sue conferenze, basta leggere la Bibbia.
    Dio, o gli dei, non è onnipotente: crea Adamo, lo mette nell’Eden, poi si “accorge” che gli animali non gli bastano e crea Eva. Ci mette intanto anche il serpente . Proibisce ad Adamo un frutto che poi Adamo ed Eva dietro tentazione del Serpente mangiano, così li fa cacciare via. E’ un po’ distratto e non prevede il futuro.
    Poi dopo un po’ si accorge che l’umanità è malvagia e manda il diluvio. La poteva fare un po’ meglio, no? L’onnipotente.
    Nell’Esodo manda le piaghe per convincere il faraone liberare gli Ebrei e al tempo stesso “indurisce” il cuore del faraone affinché non li liberi, di modo che poi, mandando le piaghe d’egitto e compiendo altri atti criminali, possa dimostrare agli Egiziani quanto è potente…anche stronzo.
    E così via, divertiteti a leggere la Bibbia, qualunque versione va bene.
    Tuttavia tutto ciò non sminuisce il valore spirituale che ci viene da certi messaggi dell’Antico Testamento e del Vangelo anche se questi sono solo una elaborazione umana. I comadamenti hanno valore universale, “ama il prossimo come te stesse” “chi è senza peccato scagli la prima pietra” e mille altri passi ci danno valori morali universali e insegnamenti spirituali.

    Posted by Francesco Rossi | 23 novembre 2016, 14:20
    • Ti invito a riflettere davvero e a conoscere l’autentico pensiero tradizionale e metafisico. Leggi Guenon, Coomaraswamy, lo stesso Schuon e poi capirai il senso profondo di certe cose.
      Altrimenti leggere la “lettera” di un Testo Sacra (sia esso la Bibbia o qualunque altro) non ti servirà a nulla

      Posted by Gianluca Marletta | 23 novembre 2016, 14:55
      • La spiritualità esoterica di Guenon che si è convertito all’Islam e avvicinato ai Sufi e quella di Schuon che è andato a cercare la spiritualità tra i nativi americani è altra cosa, è quella che per me è la vera spiritualità, la ricerca di qualcosa che è più grande di noi e l’avvicinamento a esso, ma le parole servono a ben poco per descriverlo.
        I cosiddetti testi sacri sono miti: storie inventate attorno a un nucleo di verità. Allora la Bibbia è equivalente alla mitologia greca e romana o a quella indiana, a quella azteca e degli indiani d’America. Nè più nè meno. Tante sono le vie che portano a Dio (o agli Dei) quanti sono i cuori degli uomini. A ognuno il suo percorso, consentendo a ognuno di avere il proprio.

        Posted by Francesco Rossi | 24 novembre 2016, 21:44
    • > E’ un po’ distratto e non prevede il futuro.

      “Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate.”

      “Prima che il gallo canti…”

      E di questi versi, come rendi conto?

      O la bibbia si smentisce da sola, e allora chiunque puo’ scegliersi le parti che gli piacciono e non puo’ smentire con questo gli altri, oppure c’e’ qualche altro modo di leggere antico e nuovo testamento in continuita’. Accendere il cervello pls.

      Posted by asd | 18 dicembre 2016, 11:03
  14. ….da sempre valgono le interpretazioni personali difronte a qualsiasi lettura, giuste o sbagliate che siano…

    Posted by Laury | 29 dicembre 2016, 08:10
  15. Salve a tutti…. sono stato testimone di geova per 25 anni…. poi ho scoperto che sono una setta sfasciafamiglie e basta…. quindi, ho ripreso a studiare la religione dei miei genitori e stavo persino diventando Diacono della chiesa cattolica…. per fortuna, mi sono imbattuto tramite internet, nella spiegazione molto plausibile di Biglino. Capisco che per molti possa risultare scandalistico ciò che afferma, e per alcuni, egli sia solo un pagliaccio ma…. ho letto altre fonti storiche, politiche e sociali e…. sebbene ce lo nascondano, gli extra terrestri, sono ormai una realtà inconfutabile. C’è un detto… non fare come lo struzzo che nasconde il muso nella buca per non vedere il pericolo! Anche se è solo una parabola… aprite veramente gli occhi tutto voi, mondo religioso… la realtà può far male, come a me ha fatto male ma… preferisco soffrire una realtà che illudermi e rimanere poi deluso per aver seguito un sogno utopistico! Shalom a tutti.

    Posted by Sonny | 8 febbraio 2017, 07:12
  16. Anche loro si inventano le regole (il plurale di astrazione è inventata proprio per storpiare il termine elohim), così come danno significati simbolici al bruciare della carne… tutto inventato. Se è per questo potrebbe anche significare che si facevano canne o bistecche, si potrebbe far dire qualsiasi cosa alla bibbia inventanto significati suffragati dal nulla, e simbolismi.

    Posted by Francesci | 8 febbraio 2017, 23:13
  17. Thanks. Very good information!

    Posted by under armour | 11 febbraio 2017, 11:32
  18. Grazie dell’articolo, ma tanto si sapeva già chi è Biglino.. un massone anticristiano.. e queste pecore gli vanno dietro solo perché sentono la parola “alieni” senza indagare su chi è quell’individuo.

    Un bel cappello di carta stagnola e rinchiudevi in una grotta con le fantasie spaziali del falsario, che si fa i sacchi con i libri venduti.

    Per di più Biglino dice che gli angeli erano dei robot. Come mai non trovo il quadro di Terminator in chiesa?

    Posted by Riccardo | 22 febbraio 2017, 11:32
  19. La regola del plurale di potenza, eccellenza o astrazione è ben conosciuta e riportatata in tutte le grammatiche di ebraico. Si tratta del plurale che i grammatici ebrei chiamano
    רבוי הכחות
    plurale di potenza o di virtש. Cito quasi a caso fra le grammatiche più conosciute dal 1700 ad oggi:
    W. Gesenius, Hebrew Grammar, Oxford 1910, p. 398;
    S. Mal, Diqduq hal lason ha-ivri das ist Hebraische Spachlehre fur hohere und niedere schulen, Monaco 1834, p. 186;
    Mayer Lambert, Traité de grammaire hébraïque, Parigi 1931, pp. 86 – 87.
    P. Jouon S.J., Grammaire de l’hebrew biblique, Roma 1947, p. 416.
    A. Meyrowitz, Hebrew Grammar, New York 1977, p. 34.

    Posted by anonimo | 12 marzo 2017, 09:31
  20. Volevo chiedere a qualcuno di voi”ho forse io non ho capito bene”quello di annusare l’odore dei neonati o di esseri umani “era una cosa simbolica o veramente e materialmente degli umani venivano sacrificati per estirpare i peccati?grazie se qualcuno saprà dare una risposta .

    Posted by Rok.g | 3 aprile 2017, 08:00
  21. Che significa il termine olham?biglino dice che non c’è il concetto di eternità nella bibbia”è cosi?grazie

    Posted by Rok.g | 3 aprile 2017, 20:09
  22. Naturalmente, nella Bibbia non si annusa un bel niente! Anche se, a differenza di molte altre “traduzioni letterali” di Biglino, qui il significato del verbo non è totalmente inventato, in qualsiasi traduzione, letterale per quanto si voglia, occorre tenere conto delle regole della grammatica. Heriach, il verbo che si trova nella Bibbia ed a cui fa riferimento Biglino, deriva da un verbo ruach, peraltro in disuso, che significava l’atto di far entrare aria dalle narici, quindi respirare ed anche annusare. Tuttavia, Heriach è una forma derivata (forma Hiph’il). Le forme derivate, in ebraico come in arabo, sono delle variazioni della radice che modificano il significato del verbo. La forma Hiph’il, in particolare, esprime il causativo del verbo, quindi ciò che spinge ad annusare, ovvero il sentire un profumo o un odore (prevalentemente buono). Ed è precisamente questo il significato che si ritrova in un qualsiasi vocabolario di ebraico. Può significare ancora fiutare, ed anche, metaforicamente, percepire e ancora più estensivamente, toccare. Non significa propriamente annusare, né avrebbe senso, perché è una forma causativa e annusare, non fa annusare. Del resto, basta collocare il verbo nei contesti in cui compare, per rendersi conto che, non solo un tale significato non appartiene a quel verbo, ma, anche qualora glielo si volesse dare per estensione (tutt’altro che letterale), i passi in cui compare non potrebbero nemmeno assumere un senso convincente. Ad es. quando Adonai in Levitico, 26.31, dopo aver minacciato di rendere desolata la terra del Suo popolo e abbandonare i suoi santuari, dice we lo ariach bereach nichochakem, la frase vuol dire “e non sentirò più il profumo dei tuoi aromi”. Tradurre qui ariach con “annuserò” ha un carattere evidentemente fuori senso ed anche un po’ caricaturale. La medsima cosa in Gen. 8.21; oppure, nel Salmo 115, dove si dice che gli idoli hanno orecchie e non odono, occhi e non vedono, sarebbe piuttosto grottesco tradurre, hanno nasi e non “annusano”. Tra l’altro, l’originario verbo ruach, per colmo di ironia, deriva dalla stessa radice di Ruach, spirito, quello che Biglino dice che indica un “oggetto pesante che si muove nell’aria” e dunque un’astronave, anche se qui sembra essersene dimenticato.
    Il significato simbolico poi certo c’è e discende proprio da quel legame con ruach, lo spirito di cui reach, il profumo è un simbolo. Così come ciò che è visto dall’occhio divino esiste in quanto è visto, e non è visto in quanto esiste, come nel caso dell’occhio della creatura, così l’avvertire il profumo da parte di Dio, realizza nell’uomo il suo stato spirituale, anziché esserne la conseguenza. Tanto è vero che 218 che è la gematriah di reach, lo è anche di beTsalmenu, “Nella nostra immagine”, l’Immagine divina che è riflessa nell’Uomo, e di Beriah, il Mondo spirituale.
    Anche per quanto riguarda il discorso sull’eternità, Biglino presenta le cose esattamente alla rovescia della verità. In realtà, è il pensiero moderno che non conosce la vera idea di eternità. Tutto quello che ordinariamente si intende per eternità, ad es. in italiano, è una durata più o meno interminabile nel tempo. Questa idea è presente ovviamente anche nel pensiero delle civiltà tradizionali e corrisponde alla perpetuità. In ebraico, è espressa, dalla parola ‘ad. Benché anche questa parola, per il problema delle lingue occidentali che ho appena riferito, venga abitualmente tradotta con eternità anche nei comuni vocabolari di ebraico, essa indica invece la perpetuità o perennità, perché deriva da una radice che indica il perdurare e dunque, comunque un divenire. La vera eternità è invece quella che va oltre il tempo, così come oltre qualsiasi concetto di successione e di durata, dovendo essere riferita alla totale simultaneità di ogni cosa nell’eterno presente metafisico. La vera eternità è significata in ebraico fondamentalmente da due parole e da vari loro derivati: ‘Olam e Netsah. La prima ha un fascio molto complesso di significati simbolici. Il suo primo significato è, infatti, legato al segreto nascosto in tutte le cose, la Suprema Realtà metafisica, da una radice che significa nascondere, celare. Significa, dunque, la Totalità stessa, di cui la perfetta simultaneità di tutte le cose, ovvero l’Eternità, non è che un aspetto. Poiché significa la totalità, può anche servire a designare tutto ciò che, in una prospettiva più limitata, della totalità e possibile cogliere e dunque un particolare mondo o stato di esistenza. Perciò significa anche ‘mondo’. Tuttavia, il fatto che ‘olam haAziluth designa il Mondo dei Principi metafisici, ci assicura che il suo significato va oltre la creazione e dunque ben oltre qualsiasi stato in cui possa essere questione di una totalità relativa soggetta ad una qualsiasi successione. Come tale, può designare pure l’Origine prima di ogni realtà e, per connessione simbolica, l’antichità originaria. L’espressione le ’olam perciò indica ciò che si pone rispetto a tale prospettiva di totalità/simultaneità ed è il modo più esatto possibile, oltre che bello, per esprimere il concetto vero di eternità, quello che gli uomini moderni, generalmente, non sono capaci di concepire.
    Quanto a Netsah, significa il superamento del limite che è la causa del divenire ed è per questo che oltre che vittoria, in senso sacro e metafisico (si tratta della settima sephirah), significa costanza e forza e, nuovamente l’eternità.
    Vi è anche un’espressione analoga che, per una specie di gioco di parole simbolico assomiglia ad uno dei derivati di ‘olam, ‘olemut che, in ebraico postbiblico, significa ancora eternità. Questa espressione e ‘al-mut, oltre la morte, che esprime nuovamente il medesimo concetto.

    Posted by anonimo | 9 aprile 2017, 14:08

Post a Comment

I cookie consentono una gamma di funzionalità che migliorano la tua fruizione di questo sito web.
Utilizzando il sito, l’utente acconsente all’utilizzo dei cookie in conformità con le nostre linee guida. Qui per approfondire

×